Un messaggio da un amico in cui è visualizzata una posizione sulla mappa e tu parti con la certezza che si tratti di un evento musicale. Ti saresti aspettato un locale o un festival, ma ti ritrovi dinnanzi a una villa datata con una leggera sfumatura d’abbandono. Sulla targhetta del campanello leggi “Black Midi – Schlagenheim”. Suoni ed entri.

  1. 953: Mi accoglie un ritmo sincopato di batteria e mi confonde un intermezzo cantato come un arpeggio. Sono invitato a proseguire, confuso ascoltatore e curioso fruitore quale sono.
  2. Speedway: Una porta e un salone. I suoni escono dalle fessure dei muri mentre una voce mielosa vorrebbe dirigere il tutto, ma ne viene inevitabilmente travolta.
  3. Reggae: Una nuova stanza. Mi sto abituando ai cambiamenti. Era forse la mancanza di certezze, quella sicurezza che cercavo?
  4. Near DT, MI: Altoparlanti bluetooth autonomi, si rincorrono sul pavimento come scarafaggi impazziti.
  5. Western: Entro nella sala dei grandi divani. Gli accordi rilassanti mi introducono a un musical con sfumature shoegaze.
  6. Of Schlagenheim: Altro non mi aspetto che la sorpresa. Orecchie eccitate e attente a carpire tutti i segreti della casa. Sono leggero e mi lascio trasportare da improbabili inviti.
  7. Bmbmbm: Seguo un basso pesante nella visita guidata e sento voci di fantasmi che lanciano incomprensibili messaggi.
  8. Years Ago: Scendo delle scale e i gradini che calpesto emettono suoni di xilofono. Voci che urlano, creature angeliche le avversano.
  9. Ducter: Verso l’uscita. Saluti da basso e batteria accompagnati.

Massi Marcheselli

 

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