Diretto. Nella sua concezione, così come nell’esperienza di ascolto che offre. Una purezza cristallina come di ruscello di montagna appena sgorgato dalla fonte. Zero filtri, zero produzione digitale, zero ostacoli che si frappongono tra l’arte, così come scaturisce dalla sua autrice, e il suo fruitore. Le note si fanno abbraccio avvolgente al quale non ci si può sottrarre. Sottile, quieto, mai invadente, ma che ti prende nel suo lieve tepore fino a farti stare sempre meglio fra le sue braccia sonore, tenere e così grandi che ci si può stare comodi come e quanto si vuole.

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Questa la metafora con cui si potrebbe descrivere “Songs & Instrumentals”, un doppio album per un unico, nuovo intenso progetto ad opera della ricercata songwriter, nonchĂ© frontwoman dei Big Thief, Adrianne Lenker. Sorti sulle ceneri del tour della band della Lenker, bloccato a causa della pandemia che tutti abbiamo imparato a conoscere, i due dischi sembrano frutto di un’urgenza espressiva e di comunicazione, prima ancora che artistica.

Entrambe le anime che li compongono sono registrate in modalità completamente analogica, caratteristica che dona alle tracce questo forte potere di immediatezza, ma anche una sorta di patina poetica che va ad aggiungersi all’eleganza e leggiadria del cantanto e della chitarra di Adrianne. Essenzialità e volontà di andare dritti al cuore, passando attraverso le orecchie, manifestate anche dalla basilarità del titolo, che nel suo rispecchiare semplicemente il contenuto dei due lavori, sottolinea ancora una volta la rinuncia a sovrastrutture a favore della capacità di offrirsi “in purezza”.

Undici i brani contenuti in “Songs”, tra i quali spicca l’evocativo Anything, primo singolo estratto dall’album e vero e proprio inno, di fatto, a questa ricerca e voglia di autenticitĂ  e semplicitĂ . E senza fronzoli sono anche le due tracce di “Instrumentals”, che insieme compongono un totale di 37’24’’ in cui si viene trasportati in un’altra dimensione. Un universo dall’atmosfera soave e impalpabile, in contrapposizione alla pesantezza del vivere nel nostro mondo.

Così come tante cose nate da occasioni mancate, “Songs & Instrumentals” rinuncia sì a nascere dalla precisione della pianificazione, ma trova il modo di aprirsi all’energia dell’istinto, che fa di questi pezzi dei piccoli frammenti di vita che si offre senza veli al pubblico, in tutta la sua naturale bellezza.

A chiudere il cerchio ci sono infine le copertine scelte per i due dischi, due dipinti ad acquerello realizzati dalla nonna di Adrianne. Il ritorno al nucleo si propone ancora una volta, sia in questo legame tra le due donne, sia per il fascino elementare della tecnica e del soggetto dei quadri stessi, perfetto completamento di un progetto semi-imprevisto e nello stesso tempo mai così puntuale.

Daniela Raffaldi