
“Wasted On Youth” è esattamente ciò che un album di debutto dovrebbe sempre essere: una ventata di freschezza e grinta. Undici canzoni che pescano a mani basse dai fratelli maggiori che già sono entrati nella storia del rock britannico, senza per questo risultare mere copie. L’intro dell’iniziale Get A Life non può non far pensare alla furia sbarazzina dei primi Libertines, Daydreaming non avrebbe sfigurato in “Definitely Maybe” degli Oasis, More More More non può invece non ricordare gli Arctic Monkeys dei primi due dischi.
C’è poi Come On Now, che gioca nel pre-ritornello a fare il verso alla classica Come Together dei Beatles, la ballad Nothing Keeps Her Away che rilegge i Jam di That’s Entertainment, la title track che è già destinata a diventare un inno, con il suo irresistibile alternarsi di acustica ed elettrica. I coretti di Geraldine omaggiano l’immortale Twist and Shout, Newsflash e Popstar sono puro punk ‘77. La marcetta di Rhythm Of Yourself obbliga l’ascoltatore ad alzarsi e scuotere le anche, la conclusiva Today’s Gonna Be Our Day, come scuola albionica vuole, è il futuro dalla band già traslato con giovane arroganza al presente. I fratelli Matt ed Issey Cartlidge sono qui per restare. Non fateveli sfuggire.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
