E’ la mattina di Natale, le città si svegliano, le case addobbate, le strade semi deserte. Siete reduci da venti giorni di fuoco, pranzi, cene, incontri con parenti lontani e tombolate potrebbero rendervi intolleranti. Troverete sempre un motivo in più per odiare la festività più attesa al mondo. Scopriamo insieme 5 motivi per coltivare questo sentimento e poi vi forniamo una cura per placare la vostra rabbia e rimettervi in equilibro.
Buonismo gratuito diffuso – Perché fare gli auguri a tutti i costi, anche se non sono davvero sentiti? Certe persone vivono sulo su whatsapp e si manifestano con MEME che definire di cattivo gusto sarebbe un complimentone
Ricevere regali brutti – Natale è anche l’apoteosi del riciclo dei regali. Ci sarà sempre la cugina o la zia che sceglierà un regalo davvero brutto. La tua risposta sarà puntualmente “Ah, grazie, ma non dovevi”, perché davvero se lo sarebbe potuto risparmiare.
Il cinepanettone – Il funerale dell’intelligenza, ogni anno in tutte le sale l’ennesima cafonata comica-demenziale che miracolosamente continua a fare bottighino. Salviamo solo Yuppies e Yuppies 2….
“Che fai a Capodanno?” – E’ la classica domanda che inizia a girare pesante e ci tormenta da inizio dicembre, Vi invitiamo a rispondere così “schifo, come te“
Eccovi dunque la nostra fantastica compilation per reagire a tutto ciò! Si chiama “Renne che non decollano, appesantite delle rate del Mutuo a tasso variabile” e la potete ascoltare qui
Tanti Auguri, eh!

memorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine il mondo, almeno per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica di Pavia e il Babylonia di Ponderano.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
