stolen appleRiccardo, Luca, Massimiliano (tutti e tre ex Nest), ai quali si aggiunge Alessandro (Subterraneans), appartengono a quella generazione dei primi anni 2000, in cui le band suonavano perché c’era la passione della musica prima di tutto, il senso di appartenenza dettato dal genere di musica che ascoltavi e una certa quantità di voglia di far casino. Adesso si suona per i likes, le visualizzazioni e perché la tecnologia migliora la scarsa qualità di qualunque musicista improvvisato.

O forse sono i soliti discorsi a cui ci si attacca, quando uno pensa che gli anni fighi siano ormai andati, le possibilità di essere musicisti già giocate e si nutre odio verso le new generations. L’elemento comune a entrambe le generazioni è che si suona perché lavorare fa schifo, tutti cerchiamo un’alternativa al dover dedicare metà della nostra vita alle aziende altrui.

All’interno di Trenches, si sentono gli echi dei suoni di circa 16 anni fa: 12 tracce significative, prodotte in collaborazione con la Rock Bottom Records.
Ma gli Stolen Apple sono gente seria, sono gente matura, che lavora alla propria musica con dedizione e con un approccio che ai giorni odierni è andato perduto, in molti casi. Trenches è bello perché sembra di ascoltare un album Alt-Rock/Punk di quei primi anni 2000, dove la rabbia e la scioltezza del distorto delle chitarre era tutto ciò che ti serviva. Red Line, Falling Grace, Living on Saturday, sono state intinte in questo, riuscendo a reinterpretare molto bene il suono di quegli anni. Mystery Town è una canzone delicata e le due chitarre la rendono ipnotica: questa traccia è stata confezionata benissimo. More Skin è un pezzo ambivalente: la sua doppia caratteristica di essere una canzone con richiami pop, ma dalla forma decisamente rock, è un segnale di come gli Stolen Apple arrivino dalla cultura alternative, in cui si sapeva mescolare il distorto con il pop più leggero. In Daydream si aggiungono la poesia e l’armonica e nonostante qui ci si allontani un po’ dall’atmosfera alternativa/punk dell’album, con la successiva Sold Out ritorniamo sul pezzo.

Trenches sono le trincee, sono quelle barriere che usiamo per nasconderci, per ritirarci, per evitare gli attacchi degli altri: in queste dodici tracce, gli Stolen Apple creano dodici trincee, dove sta all’ascoltatore scegliere se vi si nasconde per paura o per ritrovare la sicurezza di un posto confortevole.

Federico Trevisani