Tempo fa mi pare ci fosse un canale chiamato “Flux”, o qualcosa di simile. Lo ricordo piacevolmente perché, prima che YouTube fosse alla portata di tutti noi 56kers, vedersi i videoclip e scoprire nuova musica era una scelta limitata al duopolio MTV / Videomusic (finché è esistita). Devo a quel programma la conoscenza degli Offlaga Disco Pax, per tramite della piccola hit Robespierre. Il rimando ai CCCP mi parve talmente immediato da presumere che dietro la band ci fosse poc’altro che un revivalismo di maniera. Ma ascoltando “Socialismo Tascabile (prove tecniche di trasmissione)”, ne rimasi, all’opposto, sgomento. Il 7 marzo del 2020 questo disco ha compiuto la bellezza di 15 anni.

Kappler è un pugno allo stomaco: un crogiuolo di arpeggi autunnali per dolenti ricordi adolescenziali. L’esilarante Tono metallico standard gioca a nascondersi dietro un nugolo di distorsioni, ma è un altro ritratto tragicomico di crudele acume intellettuale. Tatranky fa strame di 15 anni di trasformismo socialdemocratico, squarciando il velo dietro cui la sinistra parlamentare italiana non osava – e tuttora non osa – confrontarsi (i silenziosi danni del consumismo, le acquisizioni selvagge, il sistema di controllo antidemocratico imposto dall’Euro/Marco: in quanti ne avrebbero prefigurato le conseguenze reali nel 2005?). Il battito industriale (rubato agli Yo La Tengo) e le sinistre figure di synth rimandano alle istantanee mitteleuropee della Düsseldorf School, prima di chiudersi con un’apoteosi che potrebbe essere ricamata dalla chitarra di Robert Smith.

Ciò che è più straniante sono gli affilati testi di Collini, il quale, dotato di un irresistibile understatement, si permette di mischiare con sapiente misura le riflessioni politiche di una generazione con le sue disavventure, banalizzando le prime e ridicolizzando le seconde, ma con ciò riuscendo a corredare entrambe di un intimo spessore storico e sociale. La banda agghinda il dimesso soliloquio in atmosfere scarne, ritmi robotici e tenui melodie. Anche sul secondo “Bachelite” (2008) non mancheranno momenti pregevoli (le toccanti Cioccolato I.A.C.P. e Venti minuti, la brillante telenovela Dove ho messo la Golf?), prima dell’ultimo “Gioco di Società” (2012) e un’amara conclusione del progetto.

And Back Crash