Nothing-Tired-Of-Tomorrow-cover

Tired Of Tomorrow“, secondo lavoro dei Nothing, band di Philadelphia di chiare origini italiane (almeno stando a leggere i cognomi dei due cantanti – chitarristi Domenic Palermo e Brandon Setta), è un soave ed entusiasmante viaggio all’interno del rock anni novanta, partendo dallo shoegaze ed arrivando sino alla melodia.

Dieci brani (e due bonus track all’altezza del resto dell’opera) che spaziano fra il rumore e la melodia, l’elettricità e l’acustico.
L’album inizia con un poker votato all’assalto sonoro: dall’iniziale stratificazione di chitarre di “Fever Queen” sino ai feedback melodici di “ACD (Abcessive Compulsive Disorder)” alla mastodontica “The Dead are Dumb” fra Black Sabbath e Beach House e il perfetto singolo pop rock “Vertigo Flowers”.
La pausa della sognante “Nineteen Ninety Heaven” prepara l’ascoltatore alla botta della doppietta “Curse of the Sun” / “Eaten by Worms” nella quale i nostri fanno sfoggio di tutto il loro amore per l’ondata grunge con Smashing Pumpkins e Nirvana come numi tutelari.

A questo punto gli animi si calmano e il disco raggiunge il suo apice con una tripletta di ballate intime, due affidate a stupendi ricami chitarristici (“Everyone is Happy” e “Our Plague”) una al pianoforte (la conclusiva title track).

Da ascoltare anche i bonus durante i quali ancora una volta si possono apprezzare i due lati della band, quello più melodico e dolce in “The Heavenly Blue Flu”, quello più rock in “Tic Tac Toe”.

Andrea Manenti