cos'hai in mente coverCos’hai in mente? è il secondo album de I Nastri e scivola nella loro produzione musicale come una virata nel vento. Anche se vi siete appassionati del pop di “Love Love Love”, non rimarrete comunque delusi. Il gruppo esplora sponde più nuove e originali, distanziandosi dalle melodie “agrodolci” delle prime canzoni sperimentando sonorità totalmente diversi. Loro stessi si definiscono il luogo “dove l’analogico incontra il digitale, dove smetti di chiedere e inizi ad ascoltare”.

L’album si apre sui ritmi lenti di Synthologia, dove il ritornello ricorrente – “non mi fare più pensare che, più penso che dovrei correre, non penso a niente” – che si insinua nella mente quasi come un comando, ci porta davvero a non pensare più a niente e a concentrarci solo sul suono e sulla canzone. Per tutto il tempo, il disco si muove su melodie lente, come nel caso di Sono Sveglio (colonna sonora di un mio intero viaggio in treno); ad eccezione però di Una Cosa Seria, scelto come primo singolo. L’alternanza di due ritmi diversi, uno più incalzante e uno più tranquillo, fa da contorno all’importanza che viene data alle parole.

In ogni brano, i suoni e i testi si mescolano nella realizzazione di una melodia soprattutto elettronica e sperimentale che però non dimentica del tutto il pop melodico dei primi Nastri e lascia spazio anche a contaminazioni ritmiche tipiche dell’hip hop.
Le varie sfumature elettroniche ci guidano in ogni brano, incastrandosi e plasmandosi con i diversi testi e con le differenti emozioni che questi suscitano.

Ci si perde nella danza che si crea tra le parole e i suoni, trovandosi a riproporsi in continuo l’ascolto dell’album. Si tratta di un risultato nuovo rispetto a quello che siamo abituati da loro, ma molto interessante e decisamente ben riuscito.

Stefania Fausto