nap eyes snapshot of a beginner cover

Nuovo album per i canadesi Nap Eyes e per tutta quella scena che sembra co-esistere con il resto del mondo, dove gli anni Settanta non sono ancora finiti e l’Americana è un genere ancora figo, altro che l’it-pop. “Shapshot Of a Beginner” non è che una copia del disco precedente, che a sua volta era una copia di quello prima che imitava il primo. Un loop ossessivo che, in melodie trascinanti e chitarrine liquide e seducenti, si perfeziona di volta in volta.

Lo stesso disco, e la stessa formula stilistica, come l’ennesimo volume della serie Urania della Mondadori e che, nonostante tutto, consumiamo voracemente non vedendo davvero l’ora che esca il prossimo. E quello che le band come i Nap Eyes cercano probabilmente di dirci è che dobbiamo smetterla di inseguire a tutti i costi il diverso, l’originale, la prima volta, la svolta stilistica e che, magari, spesso è molto più rilassante concederci al galleggiare in acque sicure, reinventarsi senza aver la costrizione di andare troppo lontano.

Proprio in questo spazio rassicurante e conosciuto, non è male concederci all’ascolto di “Shapshot Of a Beginner”, la cui bellezza sta nel saper essere immediato, andante, diretto, senza la pretesa di suonare a tutti i costi profondo, intellettuale. Nessun forma, nessuna moda; è come il primo bagno dell’estate e, visti i tempi in cui non si sa ancora come e quando vedremo il mare, potrebbe addirittura esserne un buon sostituto.

Per i fan di War On Drugs, per chi ama Mac DeMarco quando se ne sta calmo, per chi ama le canzoni da cameretta da oltre oceano, per chi non si è ancora accorto che l’indie-rock è passato di moda, per chi si sta già facendo le vacanze estive sul balcone.

Morgana Grancia