VHS è l’album d’esordio del trio bolognese Dade City Days ed è uscito il 5 febbraio per l’etichetta Dark Swiss Nights Records.Quant’è bella giovinezza, sempre in bilico tra la fuga dalla realtà e la sfida sfrontata alla stessa, sempre all’insegna dell’ostinazione più ottusa. Un privilegio da godersi finché si può. E per ricordarci questa banale verità i bolognesi autori di questo debutto mescolano i due generi teen che meglio ne riassumono le polarità: il feedback dello shoegaze e il battito metronimico dell’electro rock.
10 tracce cantate in un italiano strascicato, carnale e poco decifrabile, una batteria dritta e basta, un suono che passa dall’etereo celestiale allo psichedelico da bad trip. Ride, Jesus and Mary Chain, Horrors alcuni dei nomi che propongo a chi ama trovare somiglianze e fonti di ispirazione. Le intenzioni sono chiare e il programma è ripetuto alla nausea per i 10 brani, poiché anche se a volte le tastiere prendono il posto della 6 corde il risultato cambia poco: questi giovani jedi sanno davvero essere allo stesso tempo fragili e mordaci.
Tutto già visto, tutto come da programma, che è allo stesso tempo il bello e il limite di questo disco.
6/10
Alessandro Scotti

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
