avete ragione tutti - canova coverIl 21 ottobre per Maciste Dischi è uscito Avete ragione tutti, l’album d’esordio della band milanese dei Canova formata da Matteo Morbici, Fabio Brando, Federico Laidlaw e Gabriele Prina. Non certo puntiamo sull’esclusività e sul primato di analisi di questo disco, ma visto che ormai i testi e la musica ci si sono attaccati addosso, volevamo stordirvi con gli sbrodolamenti di impressioni che abbiamo avuto.

Questo lavoro conta nove pezzi perfettamente pop, dalle melodie coinvolgenti e immediate all’ascolto. E proprio l’immediatezza è la loro caratteristica principale: i brani, con i loro ritornelli, subito ti prendono e restano in testa. Quando è uscita Portovenere, primo singolo ad anticipare l’album, senza nemmeno accorgertene, ti ritrovavi a canticchiare il ritornello (o per lo meno, questo è quello che mi è successo). Inoltre, la somiglianza con Cremonini e la melodia fresca ed estiva fanno subito venire voglia di rispolverare la Vespa 50 e partire da soli verso il mare.

Il disco si apre con il secondo singolo uscito, Vita Sociale. Questo brano è l’emblema della tipica elusività temporale che noi giovani stiamo vivendo: tutto sfugge alla luce di giornate monotone, l’amore, le stagioni, le correnti del mare, leggi sul posto fisso. Una ballata pop che non ci lascia altro che una solitudine manifesta, vorrei morire anche se solo per un giorno solo.
Seguono Brexit ed Expo, due brani altrettanto attuali. Il primo, un inno generazionale basato su una prospettiva pessimistica di giovani senza neanche un soldo per viaggiare andare a Londra; il secondo, con il suo ritmo incalzante e quasi ossessivo, parla, invece, di un classico amore senza fine e di occasioni perse. Con il che stronza finale si passa a La felicità – mia preferita, nonostante torni nella melodia il fantasma di Cremonini. È una ballata dal sapore malinconico, dove il piano accompagna le parole che scorrono soffici. E di certo le cose non vanno meglio in Manzarek, dedica spensierata a una lei troppo lontana.
Il terzetto finale è composto da Aziz, brano essenzialmente pop, la cui intro richiama i Thegiornalisti; Maradona, metafora romantica del tempo che passa, e, a chiusura, La festa.

Si riconosce la mano di Matteo Cantaluppi, che lascia le tracce di quel dreampop che caratterizza anche i Thegiornalisti e gli Ex-Otago.
Non c’è nulla di originale nelle sonorità dei Canova, ma la chiave delle loro canzoni è la loro capacità di rappresentare visivamente, attraverso i testi chiari e semplici, ciò di cui ogni brano parla. Ogni traccia sembra un piccolo cortometraggio dove il testo diventa didascalico a quello che ti stai immaginando.

Avete ragione tutti si può considerare il manifesto programmatico di quella che è la gioventù di oggi, una gioventù disagiata, che si ritrova a fare i conti con quello che le hanno lasciato, ma che, se lasciata sbagliare seguendo le proprie idee, può dare qualcosa.

Stefania Fausto