smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss'altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l'Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell'esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
Caro me stesso di venticinque anni,
sei a Castelbuono e ancora non lo sai, ma hai già perso. Non la serata. Non il concerto. Non la dignità, che quella probabilmente l'hai persa durante il soundcheck. Hai perso...
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Dopo aver fatto piangere mezzo internet con Punisher e aver collezionato nomination ai GRAMMY come fossero figurine, Phoebe Bridgers torna con Lost Weekend. E no, non sembra avere alcuna intenzione di diventare...
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Ci sono prati che sembrano disegnati da un geometra depresso dopo aver letto il bugiardino di un diserbante. Distese color beige tendente al "ci abbiamo provato", erba con l'autostima di un tappetino dell'autog...