Dopo il suo sorprendente album solista Bright Future, nominato ai Grammy e ai BRIT Awards, Adrianne Lenker presenta Live at Revolution Hall, un album di 120 minuti che documenta tre giorni del tour 2024 di Bright Future. Un viaggio sonoro che raccoglie performance live di brani amatissimi dai fan e inediti, tra cui “happiness”, disponibile da oggi.
Composto da 43 tracce, il disco è una collezione di momenti e performance raccolti durante il tour da headliner di Lenker. Le registrazioni hanno una qualità delicata, in cui l’imperfezione si intreccia con la nitidezza. Grazie al lavoro dell’ingegnere del suono Andrew Sarlo, l’ascoltatore si ritrova a fluttuare in un’esperienza quasi cinematografica: a volte sul palco con Lenker, Nick Hakim (pianoforte) e Josefin Runsteen (violino); altre volte tra il pubblico, oltre le pareti, o persino fuori dal locale.
Live at Revolution Hall sarà disponibile in digitale e in edizione limitata su doppia cassetta (solo 500 copie) da giovedì 24 aprile. E’ possibile preordinare le cassette al link sotto
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Più avanti nel corso dell’anno, Adrianne Lenker tornerà in tour con i Big Thief, con date da headliner alla Twilight Concert Series di Salt Lake City (22 settembre), all’Hollywood Bowl (27 settembre) e al Forest Hills Stadium di New York (25 ottobre).

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
