Lunedì 2 maggio si è esibito all’Alcatraz di Milano, Troye Sivan. Nome che ad alcuni può essere già noto, essendo una personalità di internet che vanta 4 milioni di iscritti su Youtube. L’album di debutto “Blue Neighbourhood” è molto ben realizzato. Con sonorità indie tra il dream pop, ambient ed elettronic dance pop. Tra i co autori spiccano nomi come quello di Grimes, Broods ed Alex Hope.

Il concerto si apre con “Bite”, in un ambiente nebbioso dalle luci soffuse tendenti al blu. Sin da subito emerge la sua voglia di fare, di divertirsi e far divertire. La scenografia e le luci sono molto minimali, ma d’effetto. Tre sagome di case composte da led, di cui una centrale più grande, fanno da sfondo, cambiando colore e texture tra un canzone e l’altra.

L’atmosfera si scalda subito, sulle note di “Fools”. Una delle canzoni più amate dell’album, dove nel ritornello troviamo melodie molto chill. La folla balla sotto esortazione del cantante e il tutto si conclude con luci che compongono il colore della bandiera italiana sul palco. Troye è una persona molto versatile: attore, youtuber ed ora emergente pop star. Tutto questo sul palco si vede. Tende a parlare molto tra un pezzo e l’altro, elogiando il pubblico italiano in particolar modo, essendo il concerto di Milano quello con più persone in assoluto.

Il live continua tra canzoni più lente ed intime come “Heaven”, che parla della scoperta dell’omosessualità da parte del cantante, la sua confusione adolescenziale e la finale accettazione di amarsi per quello che si è. Degna di nota anche la cover molto personalizzata di “Love is a Losing Game” della Winehouse, dove il timbro pulito e un po’ soffiato di Troye emerge totalmente. A momenti come questi se ne alternano altri di leggerezza e divertimento, come con “Cool” dove emerge una tastiera dai suoni tropical alla Kygo, e la hit “Wild” cantata all’unisono da tutto il pubblico. Durante tutto il live è accompagnato da un batterista, e due tastieristi con synth.

La canzone finale, “Youth”, è la giusta via di mezzo tra brano soft e dance, la folla si lancia nell’ultimo ballo della serata urlando all’unisono il pezzo di strofa “my youth is yours”, accompagnato da dei synth melodici molto accattivanti. Le sue canzoni racchiudono quella che è la vita a 20 anni, con le gioie e delusioni tipiche di un “non appena più” adolescente, ma tutte le tematiche che tocca le va a trattare con una maturità da non sottovalutare.

Di questo ragazzo ne sentiremo parlare in futuro e in quel momento potremmo dire che l’Italia è stata tra i primi ad accorgersi della sua bravura.

Giulia Lansarotti