Laura Jane Grace – Stay Alive: Recensione

Un posacenere pieno degli ultimi spinelli fumati prima di decidere di smettere durante il lockdown, prima di scegliere di utilizzare il proprio tempo in maniera produttiva. Questa l’immagine di copertina di...

Crack Cloud – Pain Olympics – Recensione

Primo vero e proprio album (il precedente era in fin dei conti l'unione dei precedenti EP) per l’eccentrico collettivo di Vancouver che risponde al nome di Crack Cloud, nato dalla mente del batterista e can...

Travis – 10 Songs: Recensione

La premessa fondamentale è che gli eterni nostalgici, appena mettono nel mirino un nome che ebbe un buon risalto negli Anni ’90, sono stuzzicati a puntino. E lo scrivente appartiene senza vergogna alcuna al...

Pozi – 176: Recensione

Dopo il succoso esordio sulla lunga distanza dello scorso anno, ecco ancora gli inglesi Pozi con questo EP di 5 tracce intitolato "176". La peculiarità del terzetto londinese è sicuramente il violino di Ros...

Declan McKenna – Zeros: Recensione

La bravura di un uomo così giovane come il nostro Declan McKenna sta tutta nella coraggiosa aspirazione a diventare astronauta senza nostalgia per la Terra, e pur avendone le chiavi di accesso non dimentica...

Deftones – Ohms: Recensione

Arrivare al nono album in 32 anni di carriera e iniziarlo con un brano come Genesis è da giganti, e i Deftones sono dei giganti della musica. Inseriti a forza nel calderone del nu-metal fin dalla prima usci...
idles recensione

Idles – Ultra Mono: Recensione

Introduzione: la chiamata alle armi Avete presente l'espressione tipica di Joe Talbot mentre canta? Occhi spalancati, sopracciglia aggrottate. Paonazzo da far paura. Il baffone biondo disegna un ferro di cav...

Matt Costa – Yellow Coat: Recensione

Un pendolo che oscilla tra suoni ed epoche passate, ma alle quali ancora la nostra generazione inevitabilmente appartiene, e una contemporaneità indie tradizionale che ci rassicura con la sua capacità di fa...

Sufjan Stevens – The Ascension: Recensione

Classe 1975 e quella capacità assurda di saper costruire un mondo, prima ancora di saper fare un disco, fatto di luci soffuse, tra folk e pop elettronico (come è il caso di quest’ultimo album), e sentimenti...