Venerdì 25 novembre, Fabrique Milano.
Dopo 45 minuti di attesa in coda, riusciamo finalmente a entrare al Fabrique per una serata sold out.
L’apertura del concerto dei The Lumineers è affidata a Bahamas, cantante canadese dal sound folk che inizia a infiammare gli animi dei partecipanti. Dopo un’attesa che sembra interminabile, probabilmente complice la lunga fila all’ingresso per il ritiro biglietti, si spengono le luci, partono i primi boati e salgono sul palco Wesley Schultz “& sons”.

Si parte subito alla grande con “Sleep on the Floor”, “Ophelia”, “Flowers in your Hair” e “Cleopatra”, una dietro l’altra quasi senza pause. Come si fa a star fermi? L’atmosfera, infatti, diventa subito rovente. Dopo aver suonato l’ultima nota del singolo che ha dato il nome al nuovo album, Wesley Schultz si rivolge al pubblico pregandolo di mettere via i telefoni e dicendo “Siamo qui, noi e voi, c’è la musica. Cosa volete di più?”.
Seguono quindi, la hit di maggior successo della band “Ho Hey” cantata a squarciagola da tutti, “Classy Girls” e un bellissima esecuzione di “Dead Sea”, per arrivare a “Charlie Boy” prima della quale il cantante riprende fiato spiegandone il significato. Una canzone contro la guerra che racconta di Charlie Schultz, zio del cantante, morto in combattimento durante la guerra del Vietnam.

Si prosegue con due fantastiche esecuzioni: la prima front stage senza microfoni di “Darlene” seguita da una cover energica di “Subterranean Homesick Blues” di Bob Dylan che ha letteralmente fatto saltare tutti quanti.
Quindi, il ritmo rallenta con una superba interpretazione di “Slow It Down”, per poi riaccendersi subito con “Submarines”, preceduta da un breve interludio di Wesley al pianoforte.
Seguono “Gun Song” e “Angela” in cui viene fuori tutto il sound corposo del violoncello di Neyla Pekarek (che da veramente quel quid in più alla band), per arrivare a “Big Parade” pezzo con cui si raggiunge il massimo dell’energia con un’esplosione di coriandoli nel finale.

Decisamente più calmi e leggeri i toni in conclusione con “In the Light” e “My Eyes” seguita da “Patience”.
Dopo l’incitamento del pubblico, la band torna sul palco per l’encore con una struggente “Long Way From Home” dedicata al padre del cantante morto di cancro il 07/07/07 alle 7:07, per poi continuare con “Scotland” e infine l’attesissima “Stubborn Love”.

Setlist
Sleep on the Floor / Ophelia / Flowers in your Hair / Cleopatra / Ho Hey / Classy Girls / Dead Sea / Charlie Boy / Darlene / Subterranean Homesick Blues (Bob Dylan cover) / Slow It Down / Submarines / Gun Song / Angela / Big Parade / In the Light / My Eyes / Patience. Encore: Long Way From Home / Scotland / Stubborn Love

Riccardo Fausto