Ore 21.30: le luci di un Live purtroppo non molto pieno si spengono per lasciar posto a quattro signori un po’ avanti con l’età che per un’ora e cinquanta minuti porteranno chi è accorso a sentirli in un’altra dimensione tempo-spaziale.

I Television hanno fatto la storia dell’alternative rock americano cominciando dal CBGB di New York e rimanendo sempre, e dimostrazione è la poca gente presente, una band culto dal successo di nicchia. Per chi li conosce però, questi stessi Television sono coloro che hanno forgiato un certo modo di suonare, di intrecciare gli strumenti, ancora oggi insuperato.

I due fondatori Tom Verlain (chitarra, voce) e Billy Ficca (batteria) accompagnati dal fedelissimo Fred Smith (basso) insieme a loro dal 1975 e dal “nuovo” Jimmy Rip (insieme con loro solo dal 2007, ma con un curriculum che è una vera e propria garanzia vantando collaborazioni con gente del calibro di Jerry Lee Lewis, Mick Jagger, Debbie Harry e Paul Collins) ieri sera ci hanno fatto gioire regalandoci undici tracce di cristallina qualità estrapolate dal loro repertorio (tre album e vari unrealesed).

La scaletta pesca a piene mani soprattutto dall’esordio, il capolavoro “Marquee Moon”, dal quale vengono suonati ben sette brani su otto, aggiungendo a questo l’amarcord delle origini (ancora con Richard Hell al basso) della conclusiva “I’m Gonna Find You”, un brano dalla reunion di inizio Novanta (“1880 or So”) e due chicche di cui esistono solo versioni dal vivo come “The Sea” e soprattutto “Persia”, qui veramente torrenziale nei suoi venti minuti di improvvisazioni.

Ok…questa la storia, la leggenda e la scaletta…ma come è stato il concerto? Il concerto è stato con ogni probabilità uno dei dieci meglio suonati visti nella mia vita (che vanta un bel numero di concerti all’anno da ormai più di un decennio) durante il quale questi signori con aria tranquilla e posata, fare gentile e spesso sognante si sono divertiti a dilatare le canzoni trasformandole spesso e volentieri in vere e proprie suite (fedelissimi agli originali solo i due singoloni più “punk” “See No Evil” e “Venus”) rincorrendo i ritornelli e frammentandoli di assoli acidi, regalandoci quasi due ore di un viaggio rilassante ma a tratti nervoso in un mondo onirico scaturito dalle loro corde, dalle loro ritmiche e dalla voce di Verlaine.

SCALETTA: Prove it / Elevation / 1880 or So / The Sea / See No Evil / Torn Curtain / Venus / Persia / Guiding Light / Marquee Moon // I’m Gonna Find You

Andrea Manenti