E’ morto all’età di 58 anni Daniel Johnston, cantautore icona del folk lo-fi che ha fatto la storia della musica alternativa americana Johnston muove i primi passi negli anni 80, realizzando dischi registrati in casa che avevano ottenuto successo tra gli addetti ai lavori: diversi cantanti famosi avevano realizzato cover di alcune delle sue canzoni più famose, come Tom Waits con “King Kong” e Beck con “True love will find you in the end”. I dischi di Johnston erano particolarmente apprezzati anche da Kurt Cobain, che agli MTV Awards del 1992 si presentò sul palco indossando una t-shirt con stampata la copertina di Hi, How Are Youdisco di Johnston del 1983. Per tutta la sua carriera Johnston dovette combattere con la schizofrenia di cui soffriva, un tema che si rifletteva anche nei testi di molte delle sue canzoni, e a cui fu dedicato un documentario del 2005 dal titolo The Devil and Daniel Johnston.

L’aneddoto su Hi, How Are you?

 

“Quando ero più giovane, in chiesa alla fine della messa tutti si stringevano le mani e dicevano ‘Hi. How Are You?’ (Ciao. Come stai?, ndt)”, ha detto l’anno scorso al Chronicle. “Lo sentivo tutte le volte, anche durante il funerale di un tipo morto di vecchiaia. Il becchino mi disse ‘Ciao. Come stai?’, è cominciato tutto così”.

 

 

 

Il documentario

The Devil and Daniel Johnston lo ha fatto conoscere al grande pubblico. “Beh, è stato sicuramente imbarazzante”, disse al Chronicle del film. “Tutti i miei terribili dilemmi, tutti gli errori. Ormai non posso farci niente, però. Avrebbero dovuto aggiungere le risate finte, perché è molto divertente”. ha portato la sua musica e la sua storia a un pubblico più grande. “Beh, è stato sicuramente imbarazzante”, disse al Chronicle del film. “Tutti i miei terribili dilemmi, tutti gli errori. Ormai non posso farci niente, però. Avrebbero dovuto aggiungere le risate finte, perché è molto divertente”.  A questo link potete acquistare il blu-ray

Il disco per conoscerlo

Fun è sicuramente il primo disco da sentire, per chi voglia approcciarsi all’artista. La prima tiratura del disco è quasi sold out, potrete trovare qualcosa su Amazon a questo link ma il prezzo non è certo tra i più covenienti.

 

Stupenda la cover di Life in Vain con Glen Hansard

La Malattia

Daniel da sempre soffriva di schizofrenia, la malattia lo ha accompagnato in tutta la sua carriera, e molto pesso ne parlava nei testi delle sue canzoni e nelle interviste

L’incontro con Sparklehorse

La carriera di Daniel Johnston venne rivitalizzato dal genio di Mark Linkous, meglio noto come Sparklehorse. Fear Yourself (Gammon, 2003).  Lo trovate qui su Amazon e sotto lo potete sentire su Spotify

Bellissima questa intervista a The Current in cui si entra nei dettagli di questa collaborazione

Space Duck: il suo ultimo disco in studio

Uscito nel 2010 Space Duck è il suo ultimo disco, colonna sonora di un fumetto uscito un anno prima.

Il disco ospita grandissimi artisti come Jake Bugg, Fruit Bats, Unknown Mortal Orchestra, Eleanor Friedberger.
Qui per acquistarlo e sotto per ascoltarlo

Il concerto a Roma nel 2013

Nel 2005 l’artista avrebbe dovuto esibirsi al Festival Frequenze Disturbate ad Urbino, solo 8 anni dopo è riuscito a tornare in Italia per un concerto al centro sociale Angelo Mai di Roma. Nei reperti video qui sotto si scorgono nella backing band Enrico Gabrielli e Fabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35)

L’addio

Nel 2019, la tragica notizia che gela tutti i fan: Daniel Johnston è morto a 58 anni. Il grande cantautore americano non ha superato un attacco cardiaco che lo ha colpito il 10 settembre, come riferisce il The Austin Chronicle. Johnston aveva avuto diversi problemi di salute recentemente, l’ultimo ricovero all’inizio dell’anno, quando era in corso la seconda edizione del concerto-tributo “Hi, How Are You Day” con artisti come Flaming Lips, Bob Mould, Built To Spill, Jeff Tweedy e tanti altri. Lascia un vuoto incolmabile.