Sono solo al secondo album, ma i Cigarettes After Sex sanno già di classico. Un sound riconoscibilissimo fatto di basso portante, chitarra lievemente effettata, batteria spazzolata, tappeti d’archi o synth. Un’immagine dark e romantica, un bianconero insistente, belle melodie, testi sofferenti con tema centrale l’amore.

Nove nuovi brani per cuori spezzati da ascoltare da soli in macchina, piangendo durante la notte. Nove brani che sono la perfetta continuazione dei dieci dell’esordio di due anni fa, come anche dei singoli precedenti, che avevano portato l’attenzione sulla band texana (uno su tutti Nothing’s Gonna Hurt You Baby, l’ottimo inizio di quella che ad oggi si conferma una bellissima storia).

Greg Gonzalez ha praticamente inventato una propria formula per la perfetta canzone dark pop da quattro minuti e mezzo di media. Tutte le canzoni di “Cry” utilizzano questa formula e, almeno per ora, ancora non stancano, anzi cullano dolcemente l’ascoltatore. Se i singoli estratti ad oggi sono Heavenly e Falling in Love, forse quelli che rimangono più prepotentemente in testa sono l’iniziale Don’t Let Me Go, Kiss It Off Me e soprattutto You’re The Only Good Thing In My Life, ed è bellissimo immaginarsi che durante il ritornello di quest’ultima canzone Gonzalez non si rivolga ad una donna, bensì alla musica: «Everything is wrong but it’s all right / You’re the only good thing in my life». In ogni caso per tutta la durata dell’album non si rivelano cali, solo tanta tanta bellezza.

Andrea Manenti