Milano, 16 dicembre 2024
Dopo aver girato i club dello stivale per suonare il suo nuovo “HUMANIZE”, Appino tiene fede alle buone abitudini e anche questa volta fa seguire alle date con la band un saluto finale, acustico e solitario. Prima che chiudesse il [Sei] Solo Tour a Pisa con il consueto Natale Zen, lo abbiamo intercettato nella sua data milanese, il 16 dicembre scorso, nel gremito salone dell’Arci Bellezza.
Il riscaldamento, sempre chitarra e voce, è affidato alle canzoni di Cecilia Del Bono, una scrittura da scoprire, cantata con la semplicità che ruba l’attenzione. Quando Appino sale sul palco è tutto molto familiare: maglietta aderente e pantaloni neri, occhiali da sole, smalto nero sulle unghie, chitarra appesa alla tracolla da cowboy. “Ti prego la maschera che hai, non toglierla mai”, canta in Carnevale, e sembra che lui, alla sua maschera, abbia iniziato a volere bene.
L’inizio del concerto viene ritardato di qualche minuto per qualche problema tecnico. Appino esce, rientra e attacca La festa della liberazione. La scaletta alterna i recenti brani di “HUMANIZE” al repertorio de “Il testamento” (2013) e del “Grande Raccordo Animale” (2015). Arriva presto il momento di Rockstar, sentita e partecipata dal pubblico, seguito da una deliziosa esecuzione di Godi (adesso che puoi).
Non mancano l’inconfondibile arpeggio di Che il lupo cattivo vegli su di te e un nuovo arrangiamento di Ulisse che intensifica la dinamica del brano. Per chiudere il set, nudo e crudo, Appino infila un climax potentissimo che parte da Del nostro avvenire, prima traccia di “HUMANIZE”, passa per il “drop D” da brividi di Ora, e finisce, inevitabilmente, con Il testamento. Dopo l’inciso monicelliano e il saluto di commiato al pubblico, Appino costruisce il brano a strati, mettendo in loop il fraseggio della strofa, poi il basso.
Quando la sua voce esplode sugli accordi del crescendo, si uniscono tutte quelle di chi come noi, sotto il palco, si sfoga in un canto intimamente liberatorio.
L’intensità del momento forse è dovuta anche all’occasione rara di ascoltare queste canzoni a scheletro scoperto. Rarità che Appino ha coltivato con cura e che ora riprende il suo ciclo, per un po’. Se lo risentiremo nei prossimi mesi, sarà insieme agli Zen Circus, per la prossima fermata solitaria iniziamo a goderci l’attesa.
Mattia Sofo

Mi racconto in una frase: “Il segreto è il whiskey” (dopo aver ottenuto il foglio rosa)
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica: Alcatraz (Milano), Serraglio (Milano), Circolo Ohibò (Milano)
Il primo disco che ho comprato: Doveva essere qualcosa di Ligabue.
Il primo disco che avrei voluto comprare: Pink Floyd – Atom Heart Mother
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: Mi piace andare al cinema da solo.
