Liam Gallagher è tornato a Milano. L’ex Oasis si è esibito al Forum di Assago, presentandosi in outfit RIS di Parma. Partito con voce molto affaticata su una “Rock’n’Roll ⭐️” che nonostante gli acciacchi…attizza i cuori dei fanatici (noi compresi). Il KID si è risvegliato davvero dopo il trittico amarcord “Morning Glory /Columbia/ Stand by Me” e porta alla luce tutto il suo potenziale con una “The River” in cui finalmente mette la quinta. Il resto è una polaroid degli anni 90, bella anche e sopratutto perchè sbiadita. “Gas Panic” è oblio, “Live Forever” è un saltello a piedi uniti verso l’infinto. Continua ad esserci posto per i vecchi adepti al culto Mancuniano: “Acquiesce” è fratellanza/coltellanza, “Roll with It” la stessa festicciola fetente che non ti fa guardare mai che ora è, che giorno è, “Supersonic” orgasmo adolescenziale, “Champagne Supernova” lacrimoni e abbracci per l’universo. E allora, secondo encore? Why not! Il nostro attacca l’ever green da 4 amici e un chitarrino: “Wonderwall@ e tira giù la clèr con Cigs&Alcohol. E se non bastasse tutti al Rock’n’Roll con un bel pacchetto di Benson appoggiato sul cruscotto. Che dire se non #medforit since 1994!
Ogni altra cosa risulterbbe super-flua.Q
Qui sotto potrete vedere qualche video del concertone di Liam Gallagher Live @ Forum di Assago

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
