A distanza di dieci anni dal lancio del loro rivoluzionario album di debutto, “Major Arcana”, gli SPEEDY ORTIZ fanno ritorno con il nuovissimo “RABBIT RABBIT”, pubblicato il primo settembre 2023 tramite Wax Nine.
Questo segna il loro primo album in oltre cinque anni, il precedente, “Twerp Verse”, risale al 2018. Il nuovo lavoro è stato anticipato dai singoli “Scabs”, “You S02”, “Plus One” e “Ghostwriter”, già acclamati da NPR Music, The New York Times, Pitchfork e altri.
Nel settembre del 2023, in occasione del decimo anniversario del loro debutto, il quartetto rock, ora con base a Philadelphia, ha finalmente rilasciato il tanto atteso nuovo album, “Rabbit Rabbit”, tramite Wax Nine. La produzione del disco è stata condivisa tra la band e Sarah Tudzin degli Illuminati Hotties, che ha anche curato il mix, mentre la masterizzazione è stata affidata a Emily Lazar & Chris Allgood presso The Lodge (New York, NY). Le registrazioni si sono svolte tra Rancho de la Luna (Joshua Tree, CA) e Sonic Ranch (Tornillo, TX). “Rabbit Rabbit” segna un momento significativo per la band, che includono nella formazione ufficiale il bassista (precedentemente turnista) Audrey Zee Whitesides e il batterista Joey Doubek. Entrambi si uniscono a pieno titolo a Sadie Dupuis (autrice, voce, chitarra) e Andy Molholt (chitarra).
Il titolo dell’album si ispira a una pratica superstiziosa seguita da Dupuis durante la sua infanzia, un modo per affrontare il suo disturbo ossessivo-compulsivo. Durante la scrittura dell’album si è trovata ad esplorare ricordi difficili: chiamare il quarto album della band con questa espressione di fortuna e ripetizione sembrava quasi un destino. Tuttavia, anziché ripercorrere vecchie abitudini, “Rabbit Rabbit” vede gli Speedy Ortiz sfidare le convenzioni, affrontando cicli di violenza e dinamiche distruttive di potere con arguzia e riff unici. Il risultato è una band all’apice della potenza: melodicamente feroci e sonoramente imponenti, come un fuoco che brucia la terra solo per rinascere.
La band suonerà allo Spazio 2011 di Torino Sabato 16 Marzo 2024
Qui per i biglietti

memorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine il mondo, almeno per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica di Pavia e il Babylonia di Ponderano.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
