Atteso ritorno per la voce degli Yeah Yeah Yeahs Karen O che ha deciso di avvalersi della prestigiosa collaborazione dal produttore e musicista Danger Mouse. Il discone in arrivo si intitola “Lux Prima” uscirà il 15 marzo ed è anticipato dal singolo “Woman” che potete sentire qui sotto.
La cantante ha dicharato:
“Woman è nata dal nulla, come un fulmine a ciel sereno che si imbatte sulla città e colpisce… proprio la mia voce, È un brano che vuole collocarsi fuori dall’etere e dall’incredibilmente instabile momento politico in cui viviamo. Le canzoni che scrivo sono accessibili a tutti, ma questa in particolare la dedico alla bimba che c’è in me, perché i bulli sappiano che non gli conviene mettersi contro di me. Sono una donna adesso, e ho intenzione di proteggere quella bambina a tutti i costi.”
Nata in Corea del Sud, ma newyorkese d’adozione, definita dai più come una sorta di ibrido fra Siouxsie e Debbie Harry, Karen è stata il motore di una delle band più interessanti della scena indie di oggi, oltre che ricercata guest singer per tanti gruppi importanti.

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
