Milano, 13 marzo 2026

Siamo stati alla tappa milanese del “Tempo Club Tour” di Laila Al Habash e abbiamo capito che il pop indipendente va a un altro passo.

La cantautrice romana sale sul palco accompagnata da un terzetto essenziale: Giacomo Carlone alla batteria, Luca Zaliani (Il Cairo) al basso e Matilde Ferrari alle tastiere. Una formazione puntuale, che durante tutto il concerto sembra sempre riuscire a proporre un arrangiamento pieno ed equilibrato, mettendo in luce la voce di Laila.

Lei scoppia di emozione e la condivide senza filtri, si muove continuamente, regalando lo sguardo al pubblico che è coinvolto fin dal primo brano. La scaletta spazia nel repertorio di Laila, pescando molto da “Tempo” e dal precedente “Mystic Hotel” (2021), ma c’è spazio anche per qualche chicca degli inizi come Bluetooth.

La danza di Laila sul palco è sinuosa e divertente, di tanto in tanto si alterna a un momento più suonato in cui la cantautrice imbraccia la chitarra elettrica. Sembra proprio la semplicità il grande pregio della sua esibizione: mentre il pop degli ultimi tempi si arrocca dietro ai contorni cercando di colmare i vuoti di contenuto, le canzoni dell’artista di origini palestinesi non hanno bisogno di sovrastrutture.

I testi, il suono di una band compatta e puntuale, la sua presenza scenica, sono la dimostrazione che c’è una scena pop indipendente che alla sete di hype preferisce la musica, ben scritta e ben suonata.

Mattia Sofo

 

Ph: Mariapia Albanese