Kafka è il singolo d’esordio di Michele Lai, cantautore spezzino migrato a Pisa per studiare Ingegneria Elettronica. Proprio durante gli studi ha scoperto, non senza sforzo, che tutti quei circuiti gli avrebbero dato al cervello, se non inquadrati nell’unica branca dello scibile in grado di scaldargli il cuore: la musica.

Dalla sua prima band, gli Stakatown, il percorso di scoperta e riscoperta, soprattutto interiore, lo ha portato nel 2019 alla collaborazione con la cantante italo-greca Marina Mulopulos. L’influenza della musica nera e RnB, di un certo hip hop ricercato e degli immancabili anni Ottanta, diventa sempre più forte. 

All’inizio del 2020 l’incontro con il giovanissimo batterista Giovanni Todaro dà vita al duo VAIORA, sciolto poco dopo con la trasformazione del cognome in un vero e proprio moniker. LAI ha quindi pubblicato il suo primo singolo Kafka, completamente auto-prodotto con il supporto di Lorenzo Mariotti, già chitarrista della band pisana Tundra.

Kafka è un brano che fa i conti con un’identità inquinata da stereotipi e riflessioni che diventano catene più che occasioni di crescita. La produzione si ispira al mondo della black music, con un groove serrato che sorregge un articolato ensemble di chitarre elettriche, sintetizzatori e pianoforti elettrici. Il tutto registrato, mixato e masterizzato home-made, dopo aver trasformato la casa della nonna del co-producer in una sala di presa. Kafka è il primo tassello di un percorso più ampio che lo porterà all’uscita del suo primo EP. 

Il videoclip è stato girato tra Pisa e Livorno: LAI non racconta, ma evoca il desiderio di fuoriuscire da costrizioni mentali e nocivi stereotipi, attraverso un rinnovato contatto con se stessi e con l’arte. Si tratta di un tentativo di esporsi in maniera non convenzionale, atipica come la metamorfosi a cui si aggancia la canzone.

Atipica anche la metodologia di lavoro con cui è stata realizzata l’opera: nessuno storyboard, un paio di chat, una grande empatia tra tutte le persone coinvolte. Una su tutte, la regista e fotografa Chiara Borredon, owner dello studio livornese BRRCHR Officina Fotografica. Il concept è stato condiviso con la ballerina pisana Erica Faraoni, che ha interpretato col corpo la corsa del protagonista. 

“È come se Kafka ce l’avessi sempre avuta sulla punta della lingua – ha spiegato LAI Ho da sempre la cattiva abitudine di passare parecchio tempo in camera, provando raramente un desiderio di condivisione. Un’inedita voglia di contatto unita ad un’urgenza espressiva mi hanno fatto cambiare rotta drasticamente. Così nascono la canzone e il videoclip. Questo videoclip non vuole raccontare una storia. È il mio modo di muovermi fuori dagli schemi, un lasciarsi alle spalle il superfluo”.

 

 
Video: Chiara Borredon
Concept: Chiara Borredon, Michele Lai e Francesca Gabbriellini
Ballerina: Erica Faraoni