Milano, 30 marzo 2017
La Salumeria della musica, un etto e mezzo di pop. Son quasi due etti, che faccio? Lascio? Lasci lasci. Questa sera tocca a Fabrizio Pollio (soltanto Pollio per chi lo cerca su Spotify). Un cognome che suona un po’ così, a pensarci bene, soprattutto quando ti chiedono “Che fai stasera? Pollio alla Salumeria?”.
Ma appena attacca la prima canzone, in realtà mi sento subito coinvolta. La sua voce mi porta in un bel posto sospeso e pieno di ricordi. Cantautorato italiano, nessuna novità dal fronte, ma riesce comunque ad emozionarmi con Le vite degli altri e Incompiuta.
Il passato da veterano dell’alt-rock si sente. Sul finale Pollio ripropone alcuni brani dei suoi Io?Drama, Musabella su tutte. Il pubblico è preso e canta, canta forte, senza farsi scoraggiare dall’umidità che ci trasporta a Miami in pieno agosto.
È andata così! E poi sono praticamente svenuta.
Giulia Bartolini

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.



