«Non sei figo se te ne stai in un angolo, fumando sigarette, sorseggiando champagne tra una citazione di Kerouac e l’altra. Sei un figo se non te ne frega un cazzo di quello che dice la gente e di come ti vesti. Sei figo se non fai il figo
Noel Gallagher
E venne il giorno. Da oggi al cinema Supersonic il tanto atteso docufilm che narra le vicessitudini dei fratelli Gallagher e di quel fenomeno chiamato Oasis che mise a ferro e fuoco la scena musicale dei 90’s. Il lavoro racconta i primi tre anni della band ponendo l’apice della carriera alla doppia data di Knebworth nel ‘96: il più grande raduno musica inglese dell’epoca pre-internet dove la band si esibì di fronte a oltre 200mila persone e lasciando a bocca asciutta oltre 2 milioni di fan. Il progetto di un docu-film nasce dall’idea di Simon Halfon, vecchio amico dei Gallagher e curatore grafico per la band. La regia è affidata al bravo Mat Whitecross molto attento a non girare il classico pizzardone sui vecchi rocker che parlano dei bei tempi andati ma a stimolare la scoperta del fenomeno, affrontando la narrazione di un contesto culturale superato camminando sul filo dell’effetto nostalgia. Non è certo un caso se nel film non sentirete nominare le parole hashtag, meme, video virale, outfit, bella location e cazzate del genere. La storia dei fratellacci di Manchester è fatta di birre medie, salaprove, disagi, frustrazioni, camere d’albergo distrutte, scazzottate, bullismi, lacrime, droghe, rivincite, stalker, macchine costose, attacchi d’ansia, anfetamine e molto altro. Liam e Noel non si incontrano mai sul set ma entrambi accettano il ruolo di produttori esecutivi, perorando la causa con tantissimo materiale ad oggi inedito. E così vecchi videoclip e animazioni davvero ben curate tengono insieme la moltitudine di reperti che fanno da motore alla narrazione del film. Tre anni di carriera diventano quasi due ore di racconto e sono gli stessi protagonisti a parlare in prima persona con il ritmo serrato di chi ha una marcia in più (sniff, sniff). Al centro della storia, due percorsi narrativi speculari: il racconto di una band in rapida ascesa e il tentativo di scavare nelle tensioni emotive dei protagonisti di questa storia votata all’autodistruzione. Tutto è riassunto nelle veggenti parole di Paolo Hewitt del Guardian: “La democrazia in una band non funziona, in quella band c’erano due persone in corsa per la carica di primo ministro. Quella tensione e quell’antagonismo sono stati il motore degli Oasis, ma anche la loro fine”. Due teppistelli di Manchester, turbolenti come hooligans e al 100% fedeli a loro stessi, che vi piaccia o no, hanno fatto la storia della musica rock. Oasis: Supersonic sarà al cinema solo tre giorni, dal 7 al 9 novembre, se volete un motivo per prenotare un biglietto riflettete su questo: quante band hanno inziato a suonare pensando di imitare i Coldplay? E quanti ragazzini hanno infestato le sale prove di mezzomondo alzando il microfono e incrociando le mani dietro la schiena come Liam Gallagher?
Tum Vecchio

Pregustare quello che vedrete al cinema con queste clip

Qui il trailer ufficiale: