Milano, 12 ottobre 2017

Il locale è pieno di un pubblico davvero misto e particolare, al fianco di teenager con i capelli colorati si notano giovani coppie con i bambini, alcuni ancora nei passeggini. Poco dopo le 21 inizia il concerto, Lorde viene accolta con un caloroso applauso, per il quale lei si mostra più volte sorpresa e grata.

Il live si scandisce in tre set; la prima parte è la più “cupa”, andando a interessare il lato più dark-pop della sua musica. La cantante indossa un bellissimo vestito nero, lungo in parte pizzato, allo stesso tempo elegante e seducente, avendo parti trasparenti. La scenografia è minimale ma affascinante, dietro a lei c’è un grande astronauta fatto con luci a neon, che canzone dopo canzone cambia colore.

Il primo brano è la recente hit Homemade Dynamite, seguito da Magnets, brano del 2015 fatto con il noto duo electro pop Disclosure, e la magnifica Tennis Court. La voce di Lorde lascia senza fiato, è qualcosa di spaziale. Dal vivo, questo suo timbro a tratti gutturale e maschile che sulle note più acute diventa più limpido e pulito, non può che conquistare. A volte sembra quasi stonare, ma in realtà proprio l’imperfezione della sua voce la rende perfetta. Lorde è dotata di un grande dono, ha una voce unica e inimitabile dalla grande estensione e lo sa, ma non per questo si è dimenticata di essere una giovane ragazza di soli 20 anni proveniente da un piccolo paese della Neozelanda.

Lorde ringrazia dopo ogni brano, si mostra davvero sorpresa e contenta di essere così caldamente accolta e amata dal pubblico italiano. Tra un brano e l’altro parla con le persone, raccontando un po’ di sé e dei suoi pensieri. Dal brano Hard Feelings entrano in scena due ballerini, che rendono ancora più magiche le melodie create dalle canzoni di Lorde. Vi sono anche tre musicisti: una batteria elettronica, dei sintetizzatori e una tastiera alternata da una chitarra, ma questi sono come nascosti dietro a un telo, sono come impercettibili e il loro intervento durante il live non è quantificabile. L’impressione che si è voluta dare è molto minimale e cheap, come se la cantante fosse sul palco da sola, accompagnata da essenziali scenografie e solo due ballerini, un po’ come se il pubblico fosse magicamente teletrasportato all’interno della stanza personale di Lorde.

Il primo set si chiude con una potente Sober tra luci violacee e un ritmo incalzante. La cantante fa poi un discorso sull’amore per introdurre la seconda parte del concerto. Passa da un vestito nero a uno bianco più fiabesco e sullo sfondo compaiono dei fiori e un cuore. La parte più “romantica” e “adolescienziale” del live ha inizio con The Louvre, seguita da A World Alone, brano che parla apertamente della paura di crescere e diventare adulti, infine dopo un lungo discorso esegue l’emozionante Liability.

La magia della musica è come questa passi dall’essere una cosa estremamente intima, creata da una sola persona nella sua stanza o in uno studio musicale, ad appartenere a così tante persone. Mi sembra così surreale ora essere qui con voi, a migliaia di kilometri dalla mia casa, perché voi amate la mia musica. Questo e altro, oggi pensavo mentre ero in piazza Duomo, incantata dalla bellezza della vostra città”.

Dopo una sua personale rivisitazione di Somebody Else dei 1975 il pubblico si ritrova nell’ultimo set. Dietro la cantante, con indosso uno scintillante vestito rosso, compare la scritta Melodrama e una stella cadente sulla destra. È arrivato il momento di fare festa e vivere alla grande quel momento, tutti insieme. La cantante esegue una hit dopo l’altra tra cui Royals, la canzone che l’ha portata al successo a soli 16 anni, Team, Perfect Places, fino alla canzone di Melodrama alla quale lei tiene di più e al cui interno ha messo tutta se stessa, l’elettrizzante Green Light. Tra un grande ballo di gruppo e coriandoli, il concerto sembra essere volto al termine, in un’atmosfera magica. In realtà dopo una finta conclusione, un’ultima canzone viene eseguita, l’amara Loveless.

Lorde ha solo 20 anni ma è già una grande cantante, consapevole delle sue potenzialità ma con i piedi piantati ancora bene a terra. In lei c’è molta volontà di crescere e maturare sempre di più con la sua musica, e questo è percettibile già analizzando i due album proposti durante il live. Sentiremo per molto tempo parlare di lei. Non possiamo che augurarle il meglio e sperare di rivederla presto.

Giulia Lansarotti