Se avete letto la nostra guida agli eventi di milano, lo dovreste sapere bene. Un nuovo tour per i Massive Attack (la prima il 6 febbraio al Mediolanum Forum di Assago, segue l’8 febbraio al Palalottomatica di Roma e la terza alla Kiene Arena di Padova il 9). E per chi si sta chiedendo chi siano i Massive Attack e perchè mai siano ancora da seguire dal vivo ecco un brevissimo riassunto: non sono solamente quelli della sigla di Doctor House, sì, hanno dato via al cosiddetto trip-hop, ma a loro non sta molto bene essere ricordarti per quello (e dici poco), e ancora sì, il loro album Mezzanine compie vent’anni (e per questo tornano in tour). Si tratta di un album che ha segnato un prima e un dopo nella storia della musica, e che contiene quella celebre Teardrop. Essenzialmente, questa la versione breve.

La versione più lunga parte da Bristol. Da un brulicante centro mulatto, confusionario e multiculturale che dava spazio a nuovi scenari di free-jazz che riempivano le notti di studenti scapestrati e disoccupati insonni, e dove poi germogliava la dub e, non meno importante, sedimentava la scena raggae che decollò a partire dagli anni Settanta. E in questo sottobosco chiassoso, dove la commistione di generi non era nè scontata nè usuale, sul finire degli anni Ottanta, nascono i Massive Attack.

Più che una band, un collettivo musicale, che si avvale delle collaborazioni più disparate (da Damon Albarn a Sinéad O’Connor). Prima di Mezzanine, il loro album più celebre che conviene davvero non perdersi settimana prossima in tour in Italia, c’è stato Blue Lines (1991) – vera pietra miliare e primo esempio riconosciuto del “Bristol Sound”, più conosciuto trip-hop o anche come suonavano le strade di Bristol all’epoca. Musica stratificata, atmosferica, con innegabili influenze che derivano dal soul e dell’hip-hop statunitense, eppure da esso così distinto e incredibilmente britannico. Segue un nuovo album nel 1994 e poi quel celebre, nuovo e completamente folle Mezzanine.

Un album che si macchia di sonorità dark, nuove e sane chitarre distorte e impronte jazz. Un cambio di sonorità così radicale che da trio diventa un duo (formato da Robert “3D” Del Naja e Grant “Daddy G” Marshall) per divergenze artistiche. Un’anima new wave, oscura e sotterranea che si contamina di venature dance, l’arte del sampling e del citazionismo che si impone con una tra le opere più originali del periodo. E poi il pezzo forte Teardrop – brano manifesto, minimale, pulsante, celestiale. Complice dell’ipnosi collettiva fu la voce di Liz Fraser e un video intenso e malato dove a cantare è un feto.

E comunque no, non è sempre stato tutto rose e fiori, ci sono stati anche degli scivoloni. Come l’infelice scelta di cambiare nome, riducendolo solo in “Massive”, per cercare di evitare qualsiasi riferimento bellico durante la guerra del Golfo e una strana e imbarazzante versione di Light My Fire dei Doors da straziante riferimento di una generazione a tormentone pop e l’innegabile fatto che quel Mezzanine non fu più superato dalle successive pubblicazioni. 

Per il tour celebrativo di Mezzanine, vedrà sul palco anche Liz Fraser (dei Cocteau Twins), voce originale di quella Teardrop che ci ha fatto innamorare dei Massive Attack, e una scaletta ad hoc con solamente brani estratti dall’album o cover delle canzoni campionate nell’album e i visual di Adam Curtis che afferma: “Lo show racconta la storia dello strano viaggio in cui tutti siamo siamo stati negli ultimi vent’anni da quando è stato pubblicato Mezzanine“. Per tutti i nostalgici, per i fan più accaniti ma anche quelli che non aspettavano altro che un tour dei Massive Attack in cui serve studiarsi solo un album per arrivare preparati.
Ah, già il vero Motivo per cui NON puoi perdere il tour dei Massive Attack?
Perchè sono dannatamente FIGHI.

Ok adesso dove vado?
6 Febbraio 2019 – Mediolanum Forum (Milano)
8 Febbraio 2019 – Palalottomatica (Roma)
9 Febbraio 2019 – Kiene Arena (Padova)

a cura di Morgana Grancia