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(di Giulia Bartolini)
Live Report
Milano, 16 maggio 2017
Dai su, parliamoci chiaro, a chi non è mai successo di innamorarsi a un concerto? Ti metti lì, in mezzo al pubblico in un punto che ti sembra il migliore, le luci si spengono, le urla, le prime note e poi ti giri ed ecco, a tre persone da te vedi quegli occhi che mamma mia, perché non ti ho visto prima? Ecco, la performance di Levante all’Alcatraz di Milano è stata un po’ come innamorarsi a un concerto, un connubio perfetto fra musiche, vocalità e sorrisi, da mettersi lì, chiudere gli occhi, mordersi il labbro sotto e sospirare.
È andato tutto secondo i piani: un insieme di hit del passato e brani tratti dal nuovo disco (che non mi era piaciuto, ma suonato live ha regalato un impatto positivo). Lei piena di vita e bella da far spavento, si è mossa sicura su un palcoscenico che pare sia diventato il suo salotto di casa. Visual molto belli, colori accesi, coerenti al mood dello spettacolo. Ragazza con zainetto ciondolante a parte, (che guarda, se sei ancora viva è merito della divina provvidenza), è stato un concerto pieno di vita, un vero sold out messo a tacere dalla forza di una ragazza che, come dice lei, ha saputo credere nel suo sogno, e con una chitarra acustica, una voce non microfonata e tanta forza è riuscita a far cantare Abbi cura di te all’intero Alcatraz. Stonati, intonati, uomini, donne: ha fatto cantare tutti. Io ho rovinato i timpani dei i miei vicini (compreso quel ragazzo a tra persone di distanza). Sono uscita sorridente e assetata: segni indiscutibili che il concerto è stato una vera bomba. Ci vediamo questa estate Claudia, sei una forza.
Giulia Bartolini

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
