Come promesso ogni mercoledì a partire da oggi, siamo online con i live di La Room Session. Dopo anni di musica dal vivo, le Laroom Live Session si sono trasferite esclusivamente online per non soccombere di fronte a una pandemia mondiale. Si resiste, ognuno coi suoi mezzi. Oggi terza e ultima puntata con focus sulla band vigevanese Zona  Per l’occasione risponde Killa – chitarrista cofondatore della band.

Come avete vissuto questo anno particolare come band?

Come musicisti attivi anche in altri progetti molto male dato che abbiamo visto cancellata completamente la possibilità di fare il nostro lavoro , mi riferisco sia all’attività live che alla possibilità di pianificare attività in studio e uscite discografiche .
Per quanto riguarda gli Zona invece abbiamo approfittato di questo periodo per scrivere e provare del materiale nuovo sia in presenza che a distanza .

Trovate che una soluzione come quella adottata in questo progetto di Laroom possa essere affiancata alla più tradizionale esibizione live (quando questo avrà modo ancora di accadere )?

In realtà come ben sai questo tipo di iniziative già si facevano ben prima della pandemia , ora sono diventate l’unico modo. Il mio pensiero è che siano due cose completamente diverse e che vedere un concerto dal vivo per mille motivi sia un esperienza unica ed irripetibile. Ci auguriamo ben presto di tornare a fare e vedere concerti .

Quali sono i progetti per il vostro 2021 ?
A parte qualche concerto sporadico la band è stata ferma e non ha pubblicato nulla per più di vent’anni . Ora stiamo scrivendo materiale , pre producendo a allestendo tutto la macchina per ripartire (social , sito web e squadra per lavorare ). Contiamo di pubblicare un nuovo lavoro entro fine anno 2021.
Non vediamo l’ora anche perché dai primi feedback c’è tantissimo affetto intorno alla band.

Questo il video:

Qui le  nostre interviste ad Anna Ox e  Kuadra.

Anna Ox. suonano con questo nome dal 2018, ma sono insieme da circa 10 anni, nel corso dei quali hanno inciso tre dischi, uno come GIOACCARDO (“Charles” Abnegat Records 2014) e due come ELK (“World” Picane 2015 e “Ultrafun Sword” Niegazowana 2016) che li hanno portati in giro in Italia e in Europa. Il loro è un mix di elettronica, r’n’b, postrock che ci piace assai. Abbiamo colto l’occasione per fargli alcune domande..

Come avete vissuto questo anno particolare come band?
Non come avremmo voluto, ma del resto come chiunque altro. Niente concerti, da fare o a cui andare, e la necessità di trovare modi diversi per portare avanti quello che è per noi indispensabile, suonare e promuovere la nostra musica. Abbiamo lavorato ai video di Back Air Falcon Dive e a nuove tracce. Insieme per quanto possibile, ma non solo. Poi La versione di Back Air Falcon Dive Vol. 2 è uscita in musicassetta. Ci è sembrato bello, quanto poter tornare a dire “musicassetta”.

Trovate che una soluzione come quella adottata in questo progetto di Laroom possa essere affiancata alla più tradizionale esibizione live (quando questa avrà modo ancora di accadere)?
La room si è sempre distinta per la sua tenacia nel resistere e capacità di adattarsi. Ancora una volta dà alle band la possibilità di suonare e a chi lo volesse di ascoltarle; per questo le si vuole un gran bene.
Questa formula è interessante e potrà sicuramente continuare a esistere, ma noi restiamo tra quelli che sia sul palco che sotto vogliamo ci siano il maggior numero di persone possibili. I concerti esistono per farci incontrare e dei concerti più belli ricorderemo sempre con chi li abbiamo vissuti.
Un’esibizione senza pubblico è come un bacio senza lingua, si può fare, ma vuoi mettere?

Quali sono i progetti per il vostro 2021?
Completare il nostro prossimo disco e soprattutto speriamo di portarlo in giro, recuperando tutti i concerti possibili. Come, quando e in che modo lo scopriremo in corsa.
Noi speriamo di poter tornare a fare gli assembramenti che ci piacciono tanto, ovviamente quando sarà possibile. Intanto andiamo avanti e ringraziamo chi lo fa con noi, LaRoom, Luca Benni e ToLoseLaTrack Azzurra Sottosanti, UNOMONDO – L’eretico booking.

Eccovi La Room Session seconda puntata, enjoy!

 

Come avete vissuto questo anno particolare come band?
Suona egoista parlare dei propri problemi tanto suona retorico parlare dei problemi del mondo in maniera ecumenica. È stato un anno duro, appena cominciato il tour del disco nuovo si è fermato tutto, siamo stati colti di sorpresa come tutto il pianeta. In questi mesi abbiamo fatto uscire due singoli e un ep live. Si lavora con il virtuale, aspettando di tornare nel reale. Siamo delusi da come la musica venga trattata in Italia da tutti, ma non è una novità di quest’anno.

Trovate che una soluzione come quella adottata in questo progetto di Laroom possa essere affiancata alla più tradizionale esibizione live (quando questa avrà modo ancora di accadere)?

Da anni ormai non basta più fare un disco e un tour per spingere il proprio progetto. Quest’anno ci ha mostrato due cose: la parte dal vivo non è in alcun modo sostituibile ed è, oltre che la principale entrata di un artista, la spina dorsale di un progetto. Le iniziative come questa sono un messaggio nella bottiglia, un monito per noi che suoniamo e per chi ascolterà. Vogliamo ancora essere determinanti? C’è vita davanti a quegli schermi?

Quali sono i progetti per il vostro 2021?
Riprendere il bandolo della matassa e continuare a portare in giro il nostro show e il disco. Nel mentre scriviamo roba nuova e discutiamo del futuro. Siamo dentro una bolla, sfruttiamo il momento per riflettere.

Avete perso la prima puntata, qui la potete recuperare