Jon Spencer, cinquantasette anni di puro grezzume rock’n’roll, ha recentemente messo la parola fine alla sua creatura di maggior successo, i Blues Explosion, a favore di una carriera solista che solista non è. “Spencer Sings The Hits” è il titolo di quello che fino a poco tempo fa era l’ultimo lavoro del musicista statunitense, in quella occasione accompagnato da Sam Coomes alle tastiere e M. Sord alla batteria. Nel frattempo sono passati quattro anni, una pandemia mondiale e un solo semplice cambio in formazione (Janet Weiss, ex Sleater-Kinney, al posto di M. Sord). La band così rinnovata ha anche acquistato un vero e proprio monicker: The HITmakers (d’altronde il padrone di casa canta le hit e quindi qualcuno dovrà pur farle…).

“Spencer Gets It Lit” si presenta solido nelle sue tredici tracce, sulle quali la chitarra effettata di Mr. Spencer pone la sua firma talmente riconoscibile quanto forse solo quella di Tom Morello. Di che si parla? Di rock’n’roll ovviamente, quello dei sixties e dei seventies soprattutto, di una spruzzata di blues e di un po’ di sensuale funk, di una strizzatina di noise e di un po’ di sana attitudine punk. Difficile non dimenarsi sul riff danzereccio dell’opener Junk Man o non sentirsi trasportati sul palco accanto a un James Brown bianco e più sporco durante l’introduzione della successiva Get It Right Now. Difficile anche non sentirsi sballati dall’eco estremo della voce in Death Ray o non immaginare il nuovo Iggy Pop in giro per la città sulle note di Worm Town. My Hit Parade sogna un successo che forse sarebbe stato possibile solo cinquant’anni fa, mentre la conclusiva Get Up & Do It farà sbavare i filologi del rock’n’roll nella ripresa del più classico dei giri blues. Ancora una volta, it’s only rock’n’roll, but we fuckin’ love it!

Andrea Manenti