googa singolo

I Googa nascono nel 2017 in provincia di Roma, tra Anzio e Nettuno, dalla collaborazione fra cinque amici. Francesco Siraco, il cantante, tira fuori dal cassetto qualche dozzina di testi di canzoni scritte nel corso degli anni. Lo stesso fa Eugenio Di Corinto, il tastierista. Con Luca Brignone al basso e i fratelli Alessandro e Francesco Marroni, rispettivamente alla chitarra e alla batteria, sotto la luna estiva romana i Googa hanno così cominciato a farsi notare nella scena capitolina. Il loro primo EP, “Oblò”, esce nel dicembre 2018, prodotto da Gianmarco Ricasoli.

A quasi due anni di distanza, nell’aprile 2020, esce il nuovo singolo autoprodotto, “Lupo Mannaro”, registrato, mixato e masterizzato al VDSS recording studio nei giorni immediatamente precedenti all’esplosione della pandemia da Covid-19. Ad accompagnare l’uscita del brano, il video realizzato in maniera interamente grafica da Bubi Visual Art durante i giorni di quarantena. L’ambientazione è inevitabilmente post-apocalittica, anche se in realtà l’idea era stata elaborata già precedentemente. «D’altronde, il distanziamento sociale prodotto da questa fase di emergenza non è solo l’accelerazione di un fenomeno già in atto da tempo?».

 

 

Intervista a cura di Lucrezia Lauteri

 

Innanzitutto, come è nato il vostro progetto e il nome Googa?

Ci conosciamo da anni, ma solo due estati fa abbiamo imbracciato gli strumenti tutti insieme, per poi chiederci come avessimo fatto ad aspettare così a lungo. Il nome Googa è nato per gioco e necessità: dovevamo salire su un palco, avevamo una manciata di pezzi e ancora nessun nome, nel tragitto per arrivare al locale sono uscite le ipotesi più assurde. Googa ci ha convinto tutti quasi dal principio, è abbastanza strano da poter significare sempre qualcosa di diverso, ci piace non abbia un significato univoco.

Siete passati per diverse serate della scena romana, da “Spaghetti Unplugged” a “Itpop Night”: siete riusciti ad ambientarvi? Come è stato portare la vostra musica su questi palchi?

È sempre bello potersi confrontare con queste situazioni e poter condividere il palco con altri musicisti e progetti interessanti. È stato facilissimo ambientarsi alle situazioni, meno al minutaggio a disposizione, riuscire a condensare tutta l’energia di un live in uno spazio limitato non è semplice.

Avete definito Lupo Mannaro, il vostro nuovo singolo, una canzone “scomoda”. Per quale motivo? Da cosa è stata ispirata?

Lupo mannaro è un pezzo che parla di scissione interiore, di una ricerca feroce e costante di identità. “Scomoda” è la perdita di identità, scomoda è la via per ricercarla.

Con questo pezzo, che messaggio volete far arrivare a chi vi ascolta?

Lasciamo che chi ci ascolta trovi il suo messaggio, ci piace l’idea che ognuno possa trovare la sua sfumatura di significato.

Avete degli artisti di riferimento, o album particolari dai quali siete stati ispirati per i vostri pezzi?

Ognuno di noi ha ascolti differenti, ma abbiamo grandi passioni comuni, siamo dei Beatlesiani convinti e condividiamo un debole per Marvin Gaye e tutta la Motown.

Durante questo periodo di quarantena sono nate nuove idee?

La quarantena è stata capovolgente, e nel primo periodo abbiamo faticato a prendere in mano sia la penna che la chitarra. Adesso stiamo lavorando su nuovo materiale che è sicuramente figlio anche di questa esperienza.

 

googa roma

Le fotografie sono di Andrea Giuliani