Lorenzo, in arte testacoda, è un cantautore classe 1994 originario di Como e di base a Milano. Lo scorso 25 gennaio è uscito il suo EP d’esordio “Morire va di moda”, lavoro che ha ricevuto risposte più che positive da parte di critica e pubblico, e che conta più di 180mila ascolti complessivi su Spotify. A meno di sei mesi di ditanza, oggi 19 giugno 2019, è uscito il suo secondo EP, intitolato “è proprio una cattiveria”.

Questo secondo disco suona immediatamente nelle orecchie dell’ascoltatore come un album malinconico e cupo dal punto di vista dei testi, eppure colorato per quello che riguarda l’estetica sonora. Se l’immaginario che il giovane cantautore evoca è composto principalmente di spiriti, tagli, assenze e paure, il tappeto sonoro è caratterizzato da ritmiche e suoni che creano un’atmosfera più accogliente rispetto a quello che ci si aspetterebbe, invitando l’ascoltatore a farsi più vicino creando immediatamente empatia. Per poter conoscere meglio la musica di testacoda e scoprire se davvero questo disco “è proprio una cattiveria”, abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’artista.

 

 

Intervista a cura di Alessandro Benedetti

Testacoda: perché questo nome? Cosa racconta questo “incidente”?

Più che a un incidente specifico il nome si riferisce a un periodo in cui non smettevo più di girare per colpa di una serie di errori e perchè tentare di correggere la traiettoria durante una sbandata non migliora la situazione, a quanto pare.

Il tuo Ep si intitola “È proprio una cattiveria”, ma direi che è un regalo, più che uno sgarbo. Come nasce questo progetto?

Non sono il tipo da avere 500 canzoni su un hard disk che non vedranno mai la luce del sole, appena ho avuto quattro tracce nuove pronte ho deciso che avrei fatto un altro EP e sono andato a Udine un weekend per fare una sessione in studio da Manfree e Slowheal.

Quali sono le tue influenze musicali più profonde?

Gli artisti e i generi che influenzano direttamente la mia musica non sono pochi. A livello di suono cerco di variare molto perché non mi piace mantenere lo stesso stile troppo a lungo. Ascoltando outro è palese che ho preso ispirazione dal dream-pop, anche perché il titolo stesso è un tributo a una delle mie canzoni preferite. Le altre canzoni dell’EP sono tutte abbastanza diverse tra di loro, quindi non posso nominare singolarmente tutte le influenze.

Se dovessi, e potessi, fare un featuring con un artista, chi sarebbe e perché?

Se dovessi e potessi, farei cantare un ritornello a qualche rapper di cui sono fan, ma alla fine l’importante è che non voglio.

Qual è il pezzo a cui sei più affezionato e perché?

Sono molto affezionato a Ci ammazzo, perché quando l’ho scritta non mi sono completamente reso conto di quello che ho detto nel testo fino a quando non sono tornato a casa, ho riascoltato la demo e ho avuto un esaurimento nervoso.

 

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