a lemon band

Nel titolo di quest’opera, pubblicata per Urtovox Records, c’è un’allusione più o meno diretta alla ciclicità della natura e delle stagioni, in particolare la primavera, come punto di periodico inizio. L’inizio della carriera solista del catanese Alessandro Moncada, in arte A Lemon, inizia proprio da qui, dopo qualche anno di gavetta e un lungo periodo negli Stati Uniti ad assorbire esperienze e suoni. Ne arriviamo a parlare adesso, certi che possa sonorizzare e accompagnare la fine della bella stagione in modo comunque calzante.

Nei sui 37 minuti di durata, nonostante un’etica rigorosamente DIY, l’album tocca in modo abbastanza disinvolto diversi paradigmi dell’attuale psych-pop internazionale. A Lemon, stando ai crediti, scrive, compone, arrangia, produce e registra quasi tutti gli strumenti. I riferimenti ben evidenti attingono a piene mani dai progetti che più hanno caratterizzato la nuova psichedelia a base di synth nell’ultimo lustro, che a sua volta attingeva dalla psichedelia a cavallo tra ’60 e ’70 e così via.

Nonostante qualche palese stella polare come punto di orientamento, in particolare nel cantato, alcune trovate strumentali risultano efficaci e per nulla scontate né da compitino. L’intermezzo del primo brano A Little Longer mette in chiaro le cose, seguito dal gioioso pianoforte di A Friend of Mine e il saturo assolo di chitarra di A Game of Chance. E i singoli di lancio (Voodoo) sono ancora di là da venire nella tracklist.

Ben quattro brani su nove toccano i 5 minuti di durata, spesso celando cambi di tempo e incursioni solistiche che non sbrodolano nel facile virtuosismo. Il viaggio si chiude e fa il giro con Sea of Green, finale ondeggiante con melodia divisa tra voce e chitarra e archi a commiato.

In questa stagione senza esibizioni né festival, sicuramente un act come A Lemon avrebbe contribuito a farci sentire piacevolmente inseriti in un trend musicale che in ambito alt-rock internazionale sta ottenendo da qualche anno buoni risultati. In attesa di testarne l’impatto audiovisivo dal vivo e, perché no, di sviluppi futuri un filo più a fuoco alla ricerca di compromessi con la nostra tradizione, se non altro l’opera conferma lo stato di salute della musica sicula e dei suoi prossimi interpreti.

Andrea Fabbri

 

Il 23 ottobre 2020 A Lemon ha pubblicato anche un EP digitale contenente tre B-sides registrate durante la realizzazione di “Green”. Tre brani che mantengono inalterato il mood e le atmosfere dell’LP di debutto, fatte di luci al neon, albe e tramonti. Anche in questo EP il synth pop e la psichedelia elettronica si tingono di morbidi languori funky e soul.

 

 

Photo Credit: Giovanna Pavano

Post correlati