Ritorna più azzurra che mai 5 Canzoni Bomba. Il turno di stop dovuto alla sbornia europea di settimana scorsa non ci ha permesso di gridare un bel Forza Azzurri anche su queste pagine. Ne è seguita una settimana di libagioni e festeggiamenti, un’ottima scusa per perdersi le uscite migliori della settimana, che torniamo a segnalarvi puntualmente e con grande spirito di condivisione. Buon Ascolto!

Pip Blom – It Should Have Been Fun

Ci risintonizziamo volentieri sulle frequenze di Pip Blom, che pubblica il secondo disco di anticipazione di quello che sarà il prossimo secondo disco dopo il bellissimo “Boat” del 2019 e che si intitolerà “Welcome Break”, in uscita a ottobre per Heavenly Recordings. Brano fisiologicamente ed esplicitamente pensato per crescere nel pur breve minutaggio ed esplodere in un ritornello finale liberatorio. Non solo, un brano che può crescere sia per la carriera di Pip e il suo gruppo, diventando uno staple dell’impalcatura live, sia per il movimento indie-rock di questi anni. Certo, così è spararla grossa, direte voi, ma intanto Pip Blom continua a non sbagliare un pezzo e per la legge dei grandi numeri qualcosa esploderà davvero.

Girl Ray – Give Me Yuor Love (Version Francaise)

Ok, ok, il brano è uscito lo scorso maggio, non siate puntigliosi. Il format ammette solo 5 brani che superano un accuratissima selezione per cui qualcosa giocoforza rimane escluso, ma tutto è ciclico nella vita come nella musica per cui eccoci qui a parlare di un brano già pubblicato col pretesto che ne è uscita una nuova versione in idioma francese. Detto sincero sincero, la Lingua d’Oil aggiunge poco a un brano già solido in inglese, al di là della simpatica operazione. Sicuramente il cantato disinvolto su beat elettronico si presta bene al francese. Ci viene tuttavia difficile non immaginarci su una spiaggia, magari in Costa Azzurra (che si sa che è meglio del mare inglese), a chiudere gli occhi e inalare a pieni polmoni salsedine. Brano pensato specificatamente, a detta di Poppy Hankin, per connettere le persone in un’estate di libertà e spensieratezza, magari ancora non questa, ma la prossima sì. Speriamo.

John Mayer – Shot in the Dark

Creatura strana John Mayer, in grado di saltare con una semplicità disarmante da elegante ma spesso annacquato pop da classifica, a empirei e istituzioni rock senza che nessuno si senta turbato dalla sua presenza. John Mayer mi dà sempre l’idea di essere artisticamente cosciente, auto-critico e pure auto-ironico, a fuoco. Sa qual è il suo posizionamento e nemmeno si pone il problema che possa cedere posizioni. Così, nonostante un affollatissimo calendario di date con la carovana hippy dei Dead & Co. per i quali veste i panni di niente popò di meno che Jerry Garcia, ecco che inframezza l’attività live con un disco yacht-rock tributo sin da copertina, merch e comunicazione annessa a quel lustro degli anni ’80 che ha prodotto vagonate di dischi fotocopia e che oggi troviamo ancora deprezzati in qualsiasi mercatino o negozietto di dischi usati. Percussioni mirate, chitarrine dolci e limpidissime, sintetizzatori morbidi, contro-cori puntuali e di classe. Tra Toto, Huey Lewis, Chicago, Don Henley e Peter Cetera, anche John Mayer rende omaggio a una fase che ha visto molti rockettari ammorbidirsi con scorno dei puristi. Una fase tornata di moda già da qualche anno, ma l’abbiamo detto: John Mayer di base se ne frega.

The Zolas – Miles Away

Ce ne hanno messo un po’, circa 5 anni, gli Zolas per tornare a dire la loro. E di cose da dire ne hanno, a quanto pare. Su un impianto musicale che vomita madchester e britpop anni ’90 innestano liriche che non le mandano a dire circa l’attuale situazione canadese, che come tanti paesi soffre la crisi generalizzata e le contraddizioni interne. Questa Miles Away, pubblicata nel nuovo disco “Come Back To Life” ha un ritornello che è quasi scandalosamente un brano dei Verve fatto da un algoritmo, ma restituisce un’esperienza sonora sincera grazie ai testi e alla passione profusa per realizzare quest’opera.

Wavves – Thru Hell

Ridendo e scherzando, i Wavves ci fanno compagnia da quasi 15 anni. Se ne è accorto anche Nathan Williams che per l’occasione, complice il lockdwon, è tornato a San Diego. L’aria di casa ha avuto valenza proustiane tale per cui ritrovare alcune sensazioni sopite visitando i suoi luoghi, protagonisti dei primi dischi. Come dice il titolo dell’album, una sorta di nascondiglio in cui ritrovare se stessi. Appena resosi conto che tutto questo aveva una forma concreta, il passo successivo è stato breve. Chiamiamo Dave Sitek dei TV On The Radio al mixer e il gioco è fatto: ecco “Hideaway”, il settimo disco dei Wavves uscito settimana scorsa per Fat Possum Records.

 

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