13228159_10154297960084636_28280484_nI Dandy Warhols sono la band più figa di tutto l’Oregon, I Finistère sono la band più figa di almeno un paio di province, ovviamente Indie-zone.it ci ha chiesto di andare a sentirli e magari farci pure due chiacchiere. Ripasso per i giovani (tipo Bren e Triz): a parte una parentesi un po’ 80s i ragazzi fanno guitar pop/rock da almeno un paio di decenni, inanellando dischi mai brutti, con picchi decisamente da chef d’oeuvre, 13 tales e come down.
A Brescia si presentano con Be In, pronti via, e scivolano veloci per un’ora e mezza di scaletta come Dio comanda, classiconi, Get Off e Boys Better, e singoli recenti, la stupenda You Are Killing Me su tutte. Non dicono niente tra un pezzo e l’altro, non serve, Brent ha una maglietta dei Brian Jonestown Massacre, Courtney la Coronado e gli stivali, Zia è semplicemente Zia, ovvero il centro della scena pur essendo ai margini e Pete è da sempre il nostro guitar hero.
Dopo il live vengono a farsi due chiacchiere e foto con noi che ne approffittiamo per stalkerarli di maledetto. Pete è costretto a parlare di pedali per circa due ore (non con me), Courtney beh basta guardarlo, non serve parlargli, anche perché in effetti non è che parli molto di suo. Da Zia invece ottengo, con l’aiuto della Lambretta, un “ti adoro” sussurrato all’orecchio. Il giorno dopo, ringalluzzito dall’ormai stretto legame, ne ho approfittato per farle qualche domanda tramite social. Eccole qua, con le risposte:
1.Innanzitutto complimenti per il vostro concerto a Brescia, sembra che per i Dandy Warhols (e per te in particolare) il tempo non passi, qual è il vostro trucco?
·Esercizio, cibo integrale e un sacco di risate.

Come è nata l’idea per lo stupendo video di “You Are Killing Me” con il leggendario Joe Dallessandro come protagonista?
·Abbiamo un gruppo sempre più folto di fan in costume impellicciato che ci segue lungo la costa ovest, da lì ho preso l’idea per il video (io sono il coniglio!). E’ stato invece Courtney a voler coinvolgere Little Joe, che è uno dei pochi sopravvissuti della cricca di Andy Warhol.

Noi Finistère apprezziamo molto il tuo supporto alla campagna di Bernie Sanders e siamo rimasti affascinanti dal tuo discorso di introduzione a Portland. Come ci sei arrivata?

E’ stato una totale sorpresa. Sono stata ammessa nel gruppo VIP per incontrarlo e dopo essere stata controllata dai servizi segreti, mi è stato chiesto di occuparmi del discorso di introduzione! Con sole 20 ore di preavviso. L’ho scritto e ho parlato con tutto il mio cuore ed è stato uno dei momenti più importanti della mia vita. Ne vado molto fiera.
Intervista di Carlo

Dal 15 Marzo 2001 (la prima volta che li vidi mentre portavano in tour Thirteen Tales) al 13 Maggio 2016 ci sono ben 15 anni, che però sembrano non essere passati né per me né tantomeno per i The Dandy Warhols, che salgono sul palco della Latteria Molloy di Brescia davanti a un pubblico folto (principalmente di over ’30) piuttosto pacato ma che si lascia andare non appena la band sgancia qualche hit (come Not if you were the last junkie on earth). La scaletta scorre alternando canzoni iconiche del passato a brani (ipotizzo, non avendolo ancora ascoltato) dell’ultimo Distortland. A parte Zia, che tiene il palco per conto di tutta la band, i Dandy Warhols continuano, a mio avviso, a non essere una band live, o meglio, da “vedere” dal vivo: spesso mi sono ritrovato a ballare ignorando del tutto la band. Ma questo è parte del loro “bello”. Menzione degna di nota: han chiuso il concerto senza l’encore, stupendo.
Matteo

13239345_1007973042602136_985945578705127873_n“Man, ma non conosci i Dandy Warhols?!”
“No,mai ascoltati prima”

Le premesse erano uguali a 0, il mio approccio al concerto dei Dandy Warhols alla Latteria Molloy partiva dalla completa disinformazione. Mi sentivo in colpa e decisamente un po’ fuori luogo in mezzo a tutti quei fan che dalla prima canzone all’ultima hanno cantato a memoria ogni parola. Per quanto vi possa sembrare impossibile e paradossale, il mio passato da metalhead è stato comunque in grado di fornirmi gli strumenti per apprezzare band ben lontane da qualsiasi mia abitudine musicale. Il primo elemento di soddisfazione è stato sicuramente dato dai membri del gruppo, uno più bello e interessante dell’altro. Il secondo: I riff “ciccioni e lunghi”. Dalla prima canzone “Be In” (la mia preferita ormai) tutto il concerto è stato accompagnato da una familiarità di suoni che spaziavano dal rock ’n roll, allo psych al pop e ti accoglievano in un ascolto rilassato e concentrato,. Il terzo: La “nostalgia”. Pur non avendo mai ascoltato i Dandys, è come se l’avessi sempre fatto, e non mi era mai successo.
Triz

Concerto per me inaspettato visto che fino alla mattina del giorno stesso non sapevo se sarei riuscito ad andarci, peraltro partendo dal presupposto della mia ignoranza su questa band (per voi farà strano ma non li avevo mai sentiti prima). Le loro canzoni han fatto ballare tutta la sala con pezzi molto aperti e trippanti..mi è piaciuta in particolare “i love you”, poi quando è arrivata “bohemian like you” via a saltare!
Alla fine del concerto tutti i componenti sono stati super disponibili facendo foto e chiacchierando tranquillamente con i fan. Torno quindi a casa dopo aver assistito ad un piacevole concerto dall’atmosfera genuina! Grazie per l’occasione
Brenno

hey! suoni in una band emergente? Ti piacerebbe andare a vedere un bel concerto e scrivere i tuoi pensierini? mandaci la tua proposta a indiezoneit@gmail.com

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