È prevista per questo venerdì 7 aprile la nuova versione del fortunatissimo Marassi degli Ex-Otago, un repack in formato doppio CD ricco di collaborazioni. L’idea per quello che il gruppo genovese ribattezza StraMarassi, è balenata in testa dopo la prima collaborazione con Jake La Furia per il singolo Gli occhi della luna.
L’invito è stato poi esteso ad altri nomi illustri, tra amici, compagni di etichetta e dj, ai quali hanno proposto di mettere mano ai brani originali del disco. Il risultato è una nuova versione, anche nell’artwork di copertina in cui si passa dal giorno alla notte, con ben sedici tracce tra featuring e remix.

Le collaborazioni collezionate sono trasversali: i cantautori Eugenio Finardi (I giovani d’oggi) e Bianco (Sognavo di Fare l’indiano), i rapper Caparezza (Ci vuole molto coraggio), Willie Peyote (La nostra pelle) e Mecna (Stai tranquillo), il progetto Dardust (Cinghiali incazzati), le voci femminili di Marianne Mirage (Mare) e Levante (Quando sono con te), España Circo Este (Non molto lontano). Inoltre, arricchiscono l’album i remix di Lemandorle, Keaton, Godblesscomputers, Claudio Coccoluto, Herald Clawe Yakitori e Cowboy.

Marassi racconta Genova in chiave post-moderna, il loro quartiere che affettuosamente definiscono ‘banale’ da cui è partito tutto, un serpente di strade che arrivano fino al nido in cui non solo hanno composto il disco, ma anche mangiato e dormito insieme.
Per la realizzazione di questo repack sono però usciti dalla loro comfort-zone per mettere e mettersi in relazioni con nuovi mondi, consci del fatto che è proprio in questo modo che si possano creare le più piacevoli sorprese. Un gruppo eterogeneo che ama il cambiamento e stravolgere gli equilibri, insomma. Il fatto di affacciarsi al mondo del rap, dai quali loro stessi ammettono di essere affascinati, ne è un chiaro esempio.
L’idea di fondo rimane comunque quella di voler creare una bella ballotta tra amici, sfruttando i ritagli di tempo tra i rispettivi progetti per registrare le canzoni (sia Levante che Caparezza stanno uscendo con i nuovi lavori). Il gruppo non esclude piccole incursioni per quanto riguarda le prossime date, magari proprio a Genova, anche se ammettono sarà difficile incrociare gli impegni di tutti.
L’album racchiude un po’ questa volontà di avvicinare pubblici diversi in una sorta di operazione non commerciale ma ideologica, stufi di sentirsi categorizzare in un genere musicale piuttosto che in un altro. Dicono che per fare pop bisogna essere coraggiosi, e va bene fare canzoni d’amore, quelle non le fermerà mai nessuno (per fortuna o purtroppo!) ma che si facciano con coraggio, con qualcosa di diverso, sì con leggerezza ma anche con forza! Gli Ex-Otago hanno rischiato un po’ e hanno tentato il salto fuori dalla banalità, hanno sicuramente tagliato un piccolo traguardo artistico, sono cresciuti e soprattutto si sono fatti conoscere per quello che sono, un gruppo pop che non ha paura né di appartenere all’indie né di approcciare al rap.

Hanno in programma di scrivere cose nuove in tour, sul furgone, con una piccola tastiera e registrando note vocali sullo smartphone. Per ora sono al quinto singolo in uscita, prima della pubblicazione ufficiale di Stramarassi. Ma capiranno meglio come stanno le cose quando si sveglieranno, ammettono!
In riferimento alla strofa “Ci vuole molto coraggio a guardare Sanremo fino in fondo”, gli Ex-Otago ammettono inoltre che loro al festival ci andrebbero, o meglio, preferirebbero andare ad un Sanremo che premia musica, che non sia necessariamente la loro, ma che sia interessante, fatta non necessariamente da giovani ma in modo giovane, sperimentale, non immobile.
Da un anno a questa parte molte cose sono cambiate per la band. Se meno di un anno fa si esibivano live in locali come il circolo Serraglio di Milano, a breve li vedremo, ad esempio, su palchi come quello del Magnolia per due date consecutive, di cui una già sold out. E quando i fan vanno a vederli dal vivo, questo loro essere trasversali, vari, diversi, viene sempre apprezzato, eccome se viene apprezzato.

A cura di Marilena Carbone e Caterina Gritti