Al Burning Man vige una sola regola: non lasciare dietro di sé alcuna traccia. Ecco perché il fuoco, l’incendio, la distruzione ne sono il simbolo e l’elemento chiave. Un fuoco che brucia un fantoccio di legno e spazza via tutto ciò che è stato costruito una settimana prima da artisti o semplici appassionati. Quella di quest’anno, però, è stata un’edizione del tutto particolare. Da qualche giorno, infatti, circolava una voce che solo nelle ultime ore è stata (timidamente) confermata. Nel gran falò con cui lo scorso 5 settembre si è conclusa la manifestazione, sarebbe stata gettata anche una parte delle ceneri di David Bowie.
A rivelarlo è stato Matt Mihaly, game designer e tra i principali animatori del festival. “In questi giorni ho tenuto segreta una notizia che non volevo pubblicare senza il consenso delle mie fonti – ha scritto Mihaly – Ma adesso ho ottenuto il permesso di divulgarla: la notizia è che alcune delle ceneri di David Bowie erano nel tempio del Burning Man di quest’anno! Secondo quanto mi è stato riferito, a portarle è stata la figlia Lexi”.
Mihaly ha anche realizzato un video dedicato al Duca Bianco con le immagini girate al Burning Man 2016. Lo condividiamo anche noi.

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.