Si sa che per esprimere un giudizio su un disco bisognerebbe dedicargli un ascolto reiterato. “Bionda e Disperata” di N.A.N.O., pseusonimo del polistrumentista Emanuele Lapiana, ex C.O.D. e Lovecoma, lo pretende, fosse anche per la varietà di suoni e sfumature che il disco contiene e mescola, restituendo un lavoro difficile da inquadrare, ma che nel suo complesso cattura l’attenzione.

Già il primo brano Spartiacque, al primo play divide e confonde. Sembra di assistere a un insieme di generi e influenze che non lasciano spazio a un parere chiaro e definito. C’è un po’ di tutto, e più che pura genialità sembra il tentativo di accontentare tutti penalizzando l’attenzione al testo. Ma fortunatamente N.A.N.O sembra accorgersene e restituisce un susseguirsi di tracce più definite e meno figlie della volontà di stupire a tutti i costi.

Anche qui, però, non mancano i punti interrogativi: è un tentativo di emulare Franco Battiato o di riconoscerne l’irraggiungibilità prendendosene beffa attraverso un genere più leggero e sconclusionato, frutto di una generazione che sembra non saper più scendere nel profondo delle nobili riflessioni? Il suono elettro-pop nel suo complesso è piacevole e se ne apprezza il lavoro di produzione, ma il rischio è quello di sottrarre (ripeto) attenzione ai testi, che in alcune parti appaiono frivoli e poco interessanti dal punto di vista dei contenuti (soprattutto se accostati a grandi nomi come Moravia e Pasolini che vengono scomodati, a mio parere, inutilmente). 

Ammetto che dopo il terzo ascolto, ancora non ho capito nulla di quello che N.A.N.O. vuole dirci e sicuramente affiderei il disco a momenti in cui la musica serve più a non pensiere che a emozionare. In conclusione: promosso o bocciato? Lunga sentenza ai posteri e buon ascolto.

Renato Murri