“Amore povero”, il nuovo disco di Dutch Nazari, ha ben poco di povero e molto di vero. Interamente prodotto da Sick&Simpliciter e messo in scena dall’artista padovano per Giada Mesi – Undamento, il disco è un viaggio attraverso la musica, metaforico e non, che indaga sull’amore ai giorni nostri, fatto di sentimenti materiali e di aspirazioni sentimentali, spesso imbrigliate in quelli che sono gli stereotipi della nostra società.

In Proemio Dutch mette subito in chiaro quale sarà lo spirito guida del disco, precisando che non sarà la solita raccolta di «canzoni d’amore scritte da autori che non amano», ma un vero e proprio strumento per riuscire a distinguere tra quello che è un “Amore povero”, privo di agganci e risorse ma ricco di passione, rispetto al povero amore, spesso usurato e stentato, privo di un’ideologia.

L’amore di cui parla prende posto anche sulla copertina dell’album: un amore piccolo quanto un fiammifero, ma capace di ardere come un fuoco, che necessita di amare per riscaldare e brillare. Il viaggio di Dutch non è solo metaforico. Senza vendersi al mercato degli InStore, ha ricalcato il brano Nelle stazioni mettendo su un modo tutto suo di fare firma-copie. Per tutto il periodo di presentazione del disco il duo Dutch e Simpliciter si sono sistemati nelle principali stazioni italiane per incontrare i fan e suonare qualche brano dal vivo: «Ho messo un cappello per terra, lascia qualcosa se pensi che canto bene». Un modo nuovo e diverso per mettere in pratica quell’amore povero per la musica e gli ascoltatori.

Nulla di stravagante invece per quanto riguarda il tour che procede nelle principali piazze italiane. Sick&Simpliciter ha tessuto la trama di questo intreccio, mettendo tanto del suo in ogni pezzo. Come cullati, si parte Nelle stazioni per viaggiare senza una meta, arrivando quasi Near Venice. Il sound del disco non è monocorde, ma ondeggia tra melodie calde e avvolgenti fino a lasciarti solo, al freddo, mentre rifletti.

Non sono da dimenticare gli ospiti che partecipano alla festa, primo fra tutti Willie Peyote, compagno da anni nelle bravate di Dutch. Compaiano anche, a sorpresa ma non troppo, i nomi dei Frah Quintale e di Wairaki. Un disco maturo, studiato e curato, che afferma e consolida Dutch Nazari tra i nomi italiani di “cantautorapper” più capaci. Un disco pieno di musica e di poesia, che si conciliano alla perfezione in un insieme di suoni, esperienze e racconti partiti nelle stazioni e arrivate nelle orecchie e nel cuore di ognuno.

Alessandro Benedetti