A meno di un anno dalla morte del chitarrista Benjamin Vallé, tornano i Viagra Boys, la band scandinava più a la page del momento. Baciati sin dall’esordio di quattro anni fa con “Street Worms” da un successo di nicchia ma costante, in pochissimo tempo il gruppo guidato dal folle vocalist Sebastian Murphy è stata in grado di evolvere e maturare regalando una delle migliori versioni di alternative music del millennio.

Partiti dal punk e dal nonsense (gamberetti!), già con la pubblicazione dello scorso “Welfare Jazz” avevano dimostrato di saper amalgamare con gusto diversi ambiti della musica novecentesca come il blues, il rock, la disco e persino il jazz nella sua accezione più free. In questo nuovo “Cave World”, il sestetto regala agli ascoltatori nove nuovi brani (a cui bisogna aggiungere tre brevi ma riusciti intermezzi) che seguono più o meno la stessa rotta.

Abbiamo dunque il punk con l’aggiunta di sax di Baby Criminal e quello con il flauto di Troglodyte, il mid tempo rock del singolo Punk Rock Loser e di The Cognitive Trade-Off Hypothesis (con tanto di fantastico ritornello in falsetto!), lo spoken word politico di Creepy Crawlers, la disco infernale di Ain’t No Thief e ADD, il blues marcio di Big Boy, che si nutre anche di un featuring efficacissimo con Jason Williamson degli Sleaford Mods e il finale apocalittico che trasporta gli Stooges di “Fun House” direttamente nel terzo millennio di Return to Monke.

Andrea Manenti