Va bene, me la sono cercata. Tra me e me ho detto “vediamoci un film leggero, non farà così schifo”, in un impeto di incredibile ottimismo. Così ho visto uno dei film più pubblicizzati di questa fine estate. “Io prima di te” è un cinico e superficiale film a metà tra un moralizzante racconto sulla disabilità e una commedia romantica.
Emilia Clarke cambia colore di capelli dal “Trono di spade” ed emula Bridget Jones. Ha chiaramente un problema con la fronte, con le sopracciglia, che muove più di quanto riesca a fare Colin Farrell. Assistendo ad una smorfia dietro l’altra, viviamo la vicenda di una sempliciotta e colorata ragazza della provincia inglese che, mossa da necessità economiche, accetta un lavoro ben retribuito: assistere un giovane rampollo rimasto paralizzato in seguito ad un incidente. Si capisce come andrà a finire, il principe azzurro cercherà di erudire la squattrinata Louisa e limoneranno duro. Con un finale che cerca il colpo di scena ma che provoca solo il definitivo lamento dello spettatore, nascondendo tutto dietro l’altruismo e le affinità elettive, si conclude la favola di Cenerentola, che può essere salvata dal denaro di un uomo che ne individuerà il potenziale e le farà capire che la sua vita può essere qualcosa di più (e ci sarebbe potuta arrivare anche da sola). Finale parigino allegato, uno tra i più misogini (ed è pure girato da una donna) e banali film che io abbia mi visto. Recitato male, girato peggio, ogni personaggio è a modo suo insopportabile. Di una prevedibilità senza fine, colonna sonora da tapparsi le orecchie.
Se vi venisse in mente di guardare una commedia romantica, guardatene una bella, magari anche molto bella come “Notting Hill”, e, vi supplico, non ripetete il mio stesso errore.

Il Demente Colombo