A vent’anni precisi dall’ultimo album di inediti, “Guilty ‘til Proved Innocent!”, tornano gli Specials, leggendaria band inglese a capo del revival 2 tone e ska di fine anni Settanta. Sono quaranta invece gli anni passati dal rivoluzionario esordio, ancora oggi un classico della contaminazione fra i generi ed una vivida e fedele rappresentazione dell’epoca. Allo stesso modo, “Encore”, è una fotografia del Regno Unito nel 2019 fra brexit, razzismo ed emarginazione.

I dieci brani in scaletta mostrano una band in perfetta forma, in splendido equilibrio fra classicismo e ricerca di novità all’interno del mondo in levare. Black Skin Blue Eyed Boys, cover versione disco funk dei leggendari Equals, apre il disco mettendo subito in chiaro quali siano le due qualità maggiori del gruppo di Coventry: la voglia di ballare e quella di alzare la voce contro le ingiustizie.

B. L. M., acronimo che sta per Black Lives Matter, è il racconto in prima persona di Lynval Golding delle esperienze sue e del padre, neri in Inghilterra e negli Stati Uniti; Vote for Me e Blam Blam Fever mostrano a tutti come si compongono due perfette reggae songs, mentre The Lunatics riporta in vita un vecchio pezzo dei Fun Boy Three.

Breaking Point gioca con ritmi zingari ricordando il migliore Tom Waits, 10 Commandments è una forte presa di posizione contro la misogina Ten Commandments of Man di Prince Buster, uno dei primi rude boy di sempre; Embarassed by You ha una melodia appiccicosa che entra con estrema facilità in mente. In The Life and Times (of a Man Called Depression) Terry Hall parla della depressione che lo colpisce sin da quando aveva dodici anni, ma infine la conclusiva We Sell Hope è un messaggio positivo, di speranza, nella quale i nostri ci ricordano di guardare in che bel mondo abbiamo la fortuna di vivere.

Consigliata la versione deluxe del disco, nella quale appaiono ben undici classici degli Specials registrati recentemente dal vivo: una gioia per le orecchie.

Andrea Manenti