Dopo un mese di pausa, ritorna la rubrica più fresca del web con una valanga di musica nuova e rigenerante.

 

Nicola Conte & Gianluca Petrella – Free Your Mind

 

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Continua la collaborazione estremamente profiqua tra due musicisti apparentemente diversi, ma con una linea di pensiero comune: Nicola Conte, storico Dj/produttore Acid Jazz, e Gianluca Petrella, uno degli esponenti di maggior spicco del trombone jazz a livello internazionale,ultimamente con un piede dentro il mondo dell’elettronica. Free Your Mind è una continuazione naturale dei loro lavori precedenti, nel quale la cassa dritta sostiene ritmiche afro-beats e canti ancestrali dalla matrice black. Il tutto è esteticamente influenzato da sonorità cosmiche, i Moog eleganti creano uno strato sonoro in cui la voce soul di Bridigtte Amofah può fluttuare liberamente. Possiamo affermare che il duo ha una forte passione per la dance hall, ed il messaggio che ci lanciano è coiciso e diretto: aprire la nostra mente, percepire l’infinito, lasciarsi trasportare.

 

North Of Loreto – North Of Loreto

 

Bassi Maestro è uno di quelli che la gavetta se l’è costruita, anno dopo anno, album dopo album. Nel 1988 usciva con le sue prime produzioni, è stato uno degli esportatori massimi dell’hip hop in Italia ,in un  periodo in cui se rappavi la gente ti guardava male. Ora, il rap è il genere più ascoltato e diffuso nella penisola e Busdeez, sentendosi  fuori luogo, reagisce con un nuovo progetto che esclude l’Mcing: North Of Loreto, nome dedicato al suo legame con la zona Milanese che orbita tra Greco, Casoretto e Turro. L’ex rapper entra nel mondo degli 80s, con drum machine ciccione e synth squisitamente retro: lo fa con un attitudine black che solo pochi in Italia saprebbero riprodurre, infatti  l’album è un insieme di influenze  che verte tra Daft Punk, l’Herbie Hancock di “Rock it”, Donna Summer e Snoop Dogg. La sua voce, invece, viene filtrata da un vocoder costante in tutti i brani, e spiccano tra i tanti ospiti il timbro di Ghemon e le tastiere di Veezo . Bassi ha preferito continuare a produrre musica che gli piace, e NoLo è la testimonianza che in Italia si può ancora creare un alternativa valida al “rapper del momento”.

 

Red Axes – Trips #2: Vietnam

 

I Red Axes sono sicuramente una delle realtà più affascinanti nella scena di musica elettronica a livello mondiale. Imprevedibili, mutabili e con un background culturale clamoroso: i  due dj israeliani costruiscono la propria identità musicale commistionando la techno con svariate influenze ( tra cui va sottolineato il particolare attaccamento verso tutto il filone garage rock e post punk). L’ultimo lavoro è la continuazione di una serie di EP chiamata Trips che li vede girare il mondo, assorbendo le culture arcaiche dei popoli che visitano ed unendole al suono dance floor. In questo caso, il Vietnam è il luogo della loro sperimentazione e ,come nello scorso ep costruito in Africa, l’opera consiste in una collaborazione con i musicisti locali. Di conseguenza, si possono ascoltare i canti e gli strumenti tipici della cultura vietnamita, performati perfino da alcune scuole di musica del posto. Trips è una catena di lavori interessanti da tenere in considerazione, e i Red Axes continuano a far ballare il mondo intero.

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Brad Mehldau – Finding Gabriel

 

Quando Mehldau si mette in gioco, eliminando le etichette di genere e prendendo in mano un synth non ce n’è per nessuno: Il pianista jazz più influente degli ultimi 20 anni esce con un disco superlativo. Brad spiega per presentare Finding Gabriel:  “(…) Ho costruito molte tracce a partire dai synth e Mark Guiliana alla batteria, in un processo simile alla nostra precedente collaborazione, Taming the Dragon. Abbiamo aggiunto altri strumenti e la voce umana è diventata un elemento importante, non con il testo, ma come una pura espressione di armonia ed emozione. Ho lavorato con cantanti che ho ammirato e con cui ho stretto amicizia negli ultimi anni – Becca Stevens, Kurt Elling e Gabriel Kahane – e alla fine ho cantato anche io  (…) ”. Il risultato è un progetto orchestrale (anche se firmato da one-man band) , dove più sezioni si rincorrono alternando suoni elettronici a fraseggi jazz . Esemplare, questo album è a tutti gli effetti la sintesi musicale di quello che è presente, passato e futuro.

 

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