“Guadalupe” è il nuovo disco dei romani MòN. Secondo lavoro e tanta gavetta live per questi ragazzi la cui ricetta musicale non può che piacere e convincere. Dieci brani da scegliere random come colonna sonora di svariati momenti sereni. Quella che segue è la mia personale collocazione di questi piacevolissimi pezzi nelle location che ho immaginato.

1. Mantis. Il viaggio. Si parte! Qualunque sia la destinazione e il mezzo per raggiungerla. Andrenalina che non è ansia, ma entusiasmo. Che tu stia guardando le nuvole o le onde. Che sia un finestrino o un oblò. Che sia lo sbuffo di un locomotore o le trombe di un festoso carretto di suonatori ad accompagnarti.

2. When i was a child i was afraid of the sea. In bicicletta. Senti la fatica iniziale delle gambe che si devono abituare, ma quando tutto si equilibra inizi a godere dei paesaggi. Sono argini di fiumi amici tra pioppi che dividono la vista dell’acqua. E uccelli ed erba di contorno.

3. Calypso. La danza. Puoi ballare solo alla Bertolucci con un lungo foulard dalle tinte cangianti e profumato di ricordi, o stringere a te chi ami e sussurargli le frasi che nessun altro si merita di sentire ora. Solo tuo è il momento e la scelta della celebrazione.

4. Moth. Il ritorno. È notta fonda e la giornata sta finendo. Fai il tuo bilancio mentre guidi nella notte. Lei era bellissima e hai ancora i suoi baci nel cuore e poi quell’amico con cui hai litigato e la rabbia che ti fa ancora così male…

5. Laurel. Nuotare. Prendi fiato e ti immergi. Esercizi di respirazione. E ti godi la pace di ovattato brusio danzando con l’acqua. Mi parlano creature bagnate ed io rispondo con bolle colorate di parole incomprensibili agli altri.

6. Crowns. Pungiball. So che sta arrivando la rabbia e che non la voglio trattenere, e allora combattiamo! Indosso i guantoni e il sacco diventa il mio acerrimo nemico. Scarico in lui ciò che le parole non descrivono. Asciugo il sudore e ricomincio. Mi sfinisco e anche per oggi non ho fatto male a nessuno e ho risolto il problema tra me e me. Riasciugo il sudore e ricomincio a vivere.

7. Greek silk cloth. Sul letto. Sdraiato guardo il soffitto che diventa lo schermo delle mie proiezioni più serene. I ricordi, quelli belli, e le foto, quelle più nitide, si muovono sulla parete lanciate a velocità da un proiettore particolarmente buono e generoso.

8. IX. La folla. Camminare tra la gente e sentirne la frenesia, che siano strade affollate da variagate bancarelle o supermercati di colorate mercanzie. Perdersi nell’ordinato “andare” di chi segue la fila o nel caos di chi non ha meta. Andare è la parola d’ordine.

9. Water the plants. Andare al lavoro. Il suono della sveglia è ancora un ricordo vicino. Le dita che tamburellano sul volante e l’alba che si avvicina. Le luci naturali si confondono con quelle artificiali. Che sia una bella giornata, pensi, mentre le auto ti accompagnano in una strada che ogni giorno è diversa anche se è sempre la stessa.

10. June. Fiesta! Che sia un sabato sera o un lunedì di un appuntamento tanto atteso. Che siano tanti gli amici attorno a te o semplicemente  la donna che tanto hai atteso e che ti abbraccia. O sei solo e canti in autostrada e ridi delle facce che dai finestrini sfrecciano e non capiscono che festa e gioia non hanno indirizzi.

Un plauso a Marco Brancato per la copertina di questo disco.

Massi Marcheselli