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Le 10 migliori canzoni sulla quarantena

In questi lunghi mesi di solitudine quasi tutti hanno provato a raccontare la propria quarantena tra diari personali, piatti improvvisati in cucina, sfide a suon di ricordi e dirette streaming. Tutti, compresi molti musicisti, che privati della dimensione live per chissà quanto tempo ancora, hanno composto canzoni ad hoc per questi strani giorni.

Non sempre, però, è andata bene. Molti brani sono apparsi solo abbozzati, oppure forzati e messi insieme soltanto per cavalcare l’onda. Puntiamo invece sulla qualità: in questo articolo vi proponiamo quelle che a nostro parere sono le migliori dieci canzoni “sulla quarantena” uscite negli ultimi due mesi. Segnalateci le vostre preferite.

 

Benjamin Gibbard (Death Cab for Cutie) – Life in Quarantine

Il leader di una delle nostre band di riferimento, i Death Cab for Cutie, ha scritto un bellissimo brano acustico sul tema dell’isolamento. Vi proponiamo la versione suonata live, rigorosamente in casa. Qui invece potete ascoltare quella registrata in studio.

 

Drive-by Truckers – Quarantine Together

Non c’è dubbio che i Drive-by Truckers siano un’altra delle nostre band preferite. La loro Quarantine Together, realizzata nel loro tipico stile alt-country, è struggente.

 

 

Surf Cassette – Hangout (lo-fi quarantine edition)

Passiamo agli italianissimi Surf Cassette, band garage-pop-punk già ben insediata nella scena underground milanese. Nelle prime settimane di lockdown il gruppo è stato tra i primi a realizzare una versione acustica e casalinga (quarantine edition, appunto) di uno dei loro brani. Ci è piaciuta parecchio.

 

Willie Peyote – Ogni giorno alle 18

Restiamo in Italia, ma trasferiamoci a Torino. Questa volta è il rap di Willie Peyote a descrivere con cinismo le nostre giornate fatte di attese, bolletini medici, decreti e restrizioni. L’italia di oggi raccontata senza giri di parole, in tutta la sua ipocrisia mista a paura. In nemmeno due minuti il rapper ci sveglia dall’apatia che ci ha inghiottito tra il divano e una serie di Netflix.

 

Alexander 23 – IDK You Yet

Il giovane Alexander 23, con appena qualche singolo all’attivo, tra cui un brano inserito nella discussa serie “13 Reasons Why”, è tra gli astri nascenti del pop intelligente. Questa canzone, accompagnata da un semplice video, rischia addirittura di diventare una hit.

 

The Rolling Stones – Living in a Ghost Town

Da un giovanissimo artista alla band più anziana del pianeta. Living in a Ghost Town, in realtà, era stata già abbozzata dal gruppo ben prima dell’avvento della pandemia. Il testo, però, è sembrato perfetto per questi giorni, così l’hanno registrata e pubblicata a lockdown in corso. Per Mick Jagger e compagni si tratta del primo brano inedito dopo otto anni.

 

Kaiser Chiefs – Oh My God (stay home edition)

Riscrivendo il testo di un loro grande classico, i Kaiser Chiefs ricordano a tutti l’importanza dei comportamenti civili per contrastare il contagio. E così il ritornello diventa: “Oh my god, I can’t believe it, I’ve never spent this much time at home”. In un altro passaggio definiscono Netflix “better than an antibiotic”. Insomma, l’ironia qui non manca. Se non volete farvi sfuggire nemmeno un verso, il video è accompagnato dall’intero testo.

 

Randy Newman – Stay Away

Toni inevitabilmente ironici anche per il buon vecchio Randy Newman, che ci regala questo gioiellino satirico suonato al piano di casa. Tra le cose migliori scritte in quarantena.

 

Cobalto – Domani magari

Un’ondata di energia parte dalla tranquilla Biella e arriva dritta nelle nostre case. Così questa giovane band piemontese ci invita a prendere di petto la situazione e affrontarla a botte di rock. Domani magari finisce tutto e ci ritroviamo a sentire i Cobalto dal vivo.

 

Live Lounge Allstars – Times Like These (BBC Radio 1 Stay Home Live Lounge)

Chiudiamo con una all-stars band composta da Chris Martin, Dua Lipa, Ellie Goulding, 5 Seconds of Summer e altri artisti che di solito non consideriamo. Il pezzo dei Foo Fighters, però, è sempre bello. In questa versione, alla quale partecipa lo stesso Dave Grohl, diventa una carezza rock.

 

A cura di Paolo
e Nicandro Crolla