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Intervista ai Marlene Kuntz: un disco per risvegliare le coscienze sul cambiamento climatico

In occasione dell’uscita del loro nuovo album, “Karma Clima”, abbiamo incontrato su Zoom i Marlene Kuntz per parlare del loro progetto in continua evoluzione che fonde natura, arte e sostenibilità.

La band si è concentrata sul tema dell’emergenza climatica, girando l’Italia alla ricerca di quei microcosmi che sono un modello in materia di ecosostenibilità. I Marlene Kuntz hanno infatti preso parte a vere e proprie residenze artistiche in alcune realtà che si stanno impegnando per la sostenibilità ambientale: Viso a Viso Cooperativa di Comunità di Ostana, Birrificio Agricolo Baladin Piozzo e Borgata Paraloup.

 

Ph: Antonio Viscido

 

Il processo di scrittura è stato pienamente contaminato dagli incontri che Cristiano Godano e compagni hanno avuto occasione di fare durante le residenze:

«Ricordo con piacere un’interazione estremamente fruttuosa col pastore in cui mi imbattevo regolarmente quasi ogni mattina, andando a scrivere su un tavolaccio che avevo trovato in un’altura su un ripiano consistente che affacciava sul Monviso… Lui mi ha regalato delle suggestioni importanti per i miei testi, per certi versi anche sagge», racconta Cristiano.

«È un progetto che incarna il concetto di partecipazione – aggiunge il bassista Luca Lagash Saporiti – La co-progettazione che abbiamo messo in atto ha innescato condivisione e confronto su diverse tematiche importanti con tutte le realtà che abbiamo incontrato». La sostenibilità è un tema che ha fatto dibattere molto nell’ambito della musica dal vivo. «È evidente che è impossibile mettere in piedi delle realtà completamente sostenibili dall’oggi al domani. Noi abbiamo iniziato a lavorare con delle realtà plastic free, e abbiamo scelto delle residenze dove lavorare in cui gli elementi sostenibili da trent’anni a questa parte siano tali da produrre modelli alternativi».

Anche nella composizione, la band piemontese si è messa alla prova costruendo gli arrangiamenti a partire dalla scrittura di pianoforti e tastiere. «Marlene Kuntz voleva rompere gli schemi di trent’anni di scrittura musicale», spiega il polistrumentista Davide Arneodo parlando della produzione sonora dell’album, in cui la band si è affidata a strumentazioni analogiche: «Abbiamo utilizzato solo strumenti reali, non c’è nessun suono sintetico. Abbiamo coinvolto delle realtà come Piatino Pianoforti che ci hanno permesso di suonare un Kaway a 2000 metri a Ostana e uno Steinway del 1900 a Piozzo».

Tra le iniziative legate al progetto “Karma Clima”, diversi concerti in location suggestive come l’esibizione dello scorso 7 ottobre nella storica cornice della Domus Aurea di Roma, dove hanno portato una performance acustica che lega l’improvvisazione alle immagini del regista Lorenzo Letizia. Inoltre Fondazione Symbola, che promuove e aggrega le Qualità Italiane che migliorano il Paese, ha inserito il progetto come case history di successo nel Rapporto Symbola “Io sono cultura”.

“Karma Clima” è il contributo della band al dibattito sul clima: «Non è un disco che guarda al suo ombelico, ma un album di poetica sostanza (o di sostanziale poesia) che prova a suggerire una riflessione. Il nostro obiettivo è svegliare il numero maggiore possibile di persone dall’indifferenza». Nella tracklist appare anche una collaborazione con Elisa, artista con cui avevano improvvisato sul palco dell’Arena di Verona in occasione dell’Heroes Festival, di cui la Toffoli è direttrice artistica.

I Marlene Kuntz saranno in tour nei club con una scaletta più eterogena, mentre nel 2023 porteranno “Karma Clima” nei teatri.

 

Ecco i prossimi appuntamenti:

04/11 – Live Club di Trezzo Sull’Adda (Milano)
05/11 – Capitol di Pordenone
10/11 – Teatro Politeama di Prato
11/11 – Supermarket di Torino
13/11 – Estragon di Bologna
19/11 – The Factory di Verona

 

A cura di Mattia Sofo

 

 

Foto di copertina: Michele Piazza