Milano, 1 maggio 2018

È il primo maggio, a Milano piove, e tra sciopero dei mezzi e festività la città sembra deserta. Tutto è fermo e silenzioso, ma da un locale nella quasi-periferia provengono musica, risate e un brusio di gente che parla e si diverte. Il locale è il Circolo Ohibò, e stasera è una grande serata per la nuova scena indie italiana.

I primi a esibirsi sono i Venticentoquaratotto, un gruppo di quattro ragazzi, tutti all’incirca ventenni, con tanta voglia di raccontare della loro Milano e del loro amore per la musica. Segue Giulia, in arte Ottobre, che con la voce e la chitarra riesce a scaldare gli animi infreddoliti del pubblico. Tra brani inediti e cover celebri, come Pesto di Calcutta, il pubblico si fa sempre più numeroso e caloroso.

Si sono fatte le 23 ed è arrivato il momento de I Giocattoli (Davide Casciolo, Duilio Scalici, Chiara Di Trapani ed Enrst Mormille). Salgono sul palco pieni di energia e accomunati da un dettaglio “glitterato”. Chiara Di Trapani ha le palpebre coperte di ombretto argentato e luminoso, gli altri membri del gruppo l’hanno cosparso sulle guance. Il concerto inizia con il singolo Ailoviù, estratto dall’album di debutto “Machepretendi”, uscito lo scorso 20 aprile. Da subito emerge la loro abilità nella scrittura dei testi, che tra satira, menefreghismo e romanticismo non possono non farti innamorare di loro («Le tette giganti delle commesse, più brutte di quando vi siete messe le maschere di Trump»).

Segue Aquilone, alternato a una cover dei Canova in cui Duilio prende le redini del gruppo e oltre a suonare il basso si mette a cantare. L’atmosfera si fa sempre più calda, e il live prosegue tra risate e arancine promesse a fine concerto se si applaude in maniera più forte. La band è molto poliedrica. Chiara, per esempio, oltre a cantare suona la tastiera synth e il basso di Duilio, mentre lui sale e scende dal palco per cantare. Nessuno di loro si limita a suonare uno strumento e fare una sola cosa. Astronauta, l’ultimo singolo rilasciato, è tra i brani più riusciti della band. Tra il testo, che parla di un astronauta che interagisce e descrive il corpo di una donna come un pianeta, e la voce di Chiara dal timbro quasi bambinesco, conquista dalle prime note.

Verso la fine del concerto salgono sul palco vari ospiti, tra cui i Kaufman, con cui I Giocattoli suonano Bill Murray e un loro singolo, L’età difficile. Per chiudere, è il turno di Sem & Stènn, noti soprattutto per aver partecipato all’ultima edizione di X-Factor. Il duo esegue il singolo electropop Baby Run, per poi suonare con I Giocattoli il loro brano più dance, Nonostante noi, che oltre a far ballare riesce anche a far riflettere. La canzone tratta infatti il problema di preferire l’approccio online a quello diretto, della vita vera.

I Giocattoli salutano il pubblico e si rifugiano dietro le quinte, contenti del primo piccolo traguardo raggiunto. A questo, potrebbero aggiungersene tanti altri, perché questa band sembra un perfetto mix in grado di conquistare la nuova scena Indie italiana.

Giulia Lansarotti