Sabato 10 Novembre, il Circolo Ohibò di Milano grazie alla la nuova rassegna musicale Vibez, ha accolto con sold out la nuova stella emergente dell’indie italiano: Frah Quintale.

Francesco Servidei, bresciano, classe 1989, dal 2006 membro del gruppo rap Fratelli Quintale, ha pubblicato il suo primo album da solista lo scorso 24 novembre dal titolo “Regardez Moi”, contenente 10 tracce.

Il suo trascorso nel mondo del rap si sente, e quello che è riuscito a creare con il produttore e amico Ceri, è un affascinante e freschissimo ibrido che fonde il mondo del rap con quello dell’indie italiano e sonorità a tratti pop-elettroniche.

Il concerto inizia con brani tratti dallo scorso Ep e vari singoli rilasciati nel 2016, tra cui “2004” e “Sabato nel parco”. Dopodichè si entra nel vivo del nuovo disco con “Branchie”, un inno di un “disperato” di questa generazione 2.0, pieno di dubbi e incertezze che nonostante tutte tutto sta riuscendo a crearsi una propria strada, tra le strofe più significative dove la maggior parte dei giovani si può ritrovare, vi è la seguente: “E a volte sembra ridicolo però che vita è? Dove finisce la tua libertà inizia il curriculum vitae”.

Tra un caloroso pubblico che canta a squarciagola ogni brano e con un sorpreso e soddisfatto Fra Quintale, segue la melanconica e allo stesso tempo romantica “Hai Visto Mai”, dove si percepisce al massimo il suo timbro squillante soprattutto nelle parti più acute e melodiche mentre nelle strofe parlate preferisce portare avanti uno stile un po’ più vicino al rap con un semi parlato a tratti sbiascicato, a tratti più cantato.

Per fomentare ancora di più la folla, Quintale introduce il singolo “Fare Su” dicendo al pubblico di gridare il proprio drink preferito, per poi lanciare a qualche fortunato un po’ di omaggi drink.

Il live prosegue in una caotica, calorosa e proprio bella atmosfera, mentre fuori dal circolo Milano è come congelata dal freddo. Tra i brani più “movimentati” vi sono “Cratere” (con già un sacco di visualizzazioni su Youtube) che parla del vuoto e dell’amarezza post rottura e di come la vita vada avanti nonostante; “Si, Ah” tra le più accattivanti del disco con un beat e ritornello incalzante che racchiude molto bene i rapporti relazionali dei ragazzi d’oggi, tra l’avere casa libera, rollarsi insieme qualche sigaretta e sognare di girare il mondo mentre si fa il giro della casa, infine il concerto volge verso la fine con “Avanti/Indietro” il brano più dance dell’album, per far salire ancora più l’hype tra la folla.

Di Frah Quintale colpisce la schiettezza dei suoi testi, è affascinante il suo modo di descrivere la realtà, con una vena romantica permeata però da una persistente aurea nostalgica. In lui si possono ritrovare la maggior parte dei giovani, tra i suoi pensieri sull’amore e l’avere vissuto delle delusioni (come parla in “Floppino”), la vita da pendolare tra Brescia e Milano (città così cara ma allo stesso tempo così magica) come racconta nella canzone “Nei treni la notte”. Frah Quintale è un ottimo cantautore moderno sul quale bisogna tenere gli occhi puntati e che presto andrà a riempire palazzetti molto più grossi dei Circoli.

A cura di Giulia Lansarotti